AS Roma

Gasperini: "Aver conquistato l'affetto dei romanisti il mio orgoglio"

Il tecnico: " Il mio obiettivo avvicinare i Friedkin alla piazza. Non vogliamo rischiare Cristante. Per l'addio di Koné mancavano i tempi. Mourinho una persona speciale"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
05 Ottobre 2026 - 13:19

Inizia oggi la settimana che porterà al ritorno in campo della Roma. I giallorossi giocheranno domenica contro il Como; intanto Gian Piero Gasperini ha parlato a Sky Sport. Ecco cosa ha detto:

All’inizio ha deciso di tenere la squadra a allentassi regolarmente nonostante la sosta.

“Avevamo un numero piuttosto ridotto, abbiamo pensato quindi di dare continuità al lavoro nella prima settimana e poi ci siamo presi dei giorni di riposo, oggi è l’ultimo. Da domani ci caliamo nuovamente nel campionato che abbiamo lasciato in un momento molto positivo, anche come prestazioni. E così vogliamo ripartire”.

Quanto è stato strano fermarsi per così tanto?

“Effettivamente è stata una novità. Avevamo avuto anni fa la pausa per il mondiale in Qatar, ma era stata più lunga e per il Mondiale. Riguardo alle pause per gare che sono praticamente delle amichevoli, questp è il primo esperimento e se chiedi in giro non c’è grande soddisfszione. Però ormai è andata così, poi per il futuro deciderà l’Uefa".

Cristante?

“Sta recuperando dal problema al ginocchio collaterale, ci vorrà tempo. Salta Como e Real? Non è sicuro, no, ma non saremo disposti a rischiare perché le partite sono tante, meglio saltarne due e giocare le altre”.

27 giorni, 9 partite. Ci si allenerà giocando.

“Assolutamente sì, soprattutto chi gioca 90’. In questo aiutano i cinque cambi, quattro vengono fatti con metodo e uno è di emergenza nel finale. Ma il dispendio di giocatori è notevole. Per gli allenatori paradossalmente la gestione è meno complicata perché hai la possibilità di rotare più la rosa, hai meno problematiche perchè tutti hanno la possibilità di partecipare. Questo è un vantaggio. Lo svantaggio sono gli infortuni perché giocando così tante partite ravvicinate il pericolo è questo, nel calcio succede sempre, non c’è spiegazione scientifica, si può stare attenti o allargare le rose, ma il problema rimane”.

Questa prima stagione alla Roma?

“Ci sono stati tanti piccoli fattori. Il primo fondamentale è stato trovare giocatori con una disponibilità enorme bei miei confronti, fin dai primi allenamenti. Non smetterò mai di sottolinearlo. Loro arrivavano da un buon finale di stagione e da subito mi hanno dimostrato la volontà di battere comunque altre strade e fare un altro tipo di calcio. Altro fattore è stato la fiducia che mi ha dato la società prendendomi, e quella che mi ha dato una piazza che inizialmente mi aveva accolto un po’ da avversario, con un po’ di scetticismo. Questo per me è stato un grande successo, sono davvero grato di aver raccolto gli apprezzamenti due romanisti”.

I Friedkin l’hanno convinta a sposare il progetto della Roma. Lei con loro ha un rapporto speciale come con i Percassi?

“Sì anche se è diverso, la famiglia Percassi era presente quotidianamente e aveva un rapporto stretto con me, che andava oltre il lavoro. Con la famiglia Friedkin questo non succede ma sento sempre la loro fiducia, anche se vivono distanti e vengono molto poco a Roma. Adesso hanno messo Galantic che fa da collegamento un po’ più stretto tra la Roma e loro, ma rimane chiaro il mio obiettivo di convincerli molto di più. Ma non tanto per me che comunque sono in condizione di lavorare bene, ma anche per loro stessi e per la piazza. Credo che portare più presenza, più rapporto, in vista del centenario e dello stadio è un mio obiettivo".

Non ha mai vinto a Como la Roma in questi anni. Cosa le piace di Fabregas?

“Del Como apprezziamo tutti l’evoluzione, non è dovuta solo agli investimenti di una proprietà sicuramente facoltosa, ma alla qualità dei giocatori scelti e al gioco espresso. Credo il Como sia tra le migliori del campionato. Difficile per ora parlare di Scudetto, riconosciamo tutti che l’Inter è la più forte per rosa e risultati ottenuti finora, ma con tutte le altre il Como se la può giocare”.

Ha visto Fabregas col subbuteo?

“Ho visto che lo usa, stasera me lo studio e vedo come cercare contromisure. A subbuteo per ora ha vinto il Como, magari domenica va diversamente”.

Dopo il Como il Real Madrid. Perché Roma ha amato così tanto Mourinho?

“José è una persona speciale, le persone speciali riescono a ottenere successi al di là del campo, perché in campo ha vinto una Conference e ha raggiunto una finale di Europa League. Magari in campionato ha fatto meno bene, ma è stato appezzato tanto, tantissimo dalla tifoseria, quindi ha qualcosa di speciale”.

Nel 3-4-3 per lei l'attacco è qualcosa di speciale.

“Non è facile, gli attaccanti sono sempre quelli più difficili da comprare. Io credo che abbiamo un buon reparto, non abbiamo mai giocato in dieci (ride, ndr)”.

Forse va fatto un plauso a Soulé. Aveva detto che era sovrappeso e con l’Inter è stato tra i migliori.

“Non solo, l'anno scorso ha fatto una prima parte di stagione ottima ma poi la pubalgia l’ha rallentato per mesi. Ha pensato bene di curarsi in estate, è tornato in sovrappeso ma poi ha ripreso il livello cui ci ha abituato. Ho visto che ha esordito con l'Argentina, è un premio per tutta la Roma questo”.

Si è coccolato Malen e Dybala in questa sosta?

“Sì. Come detto eravamo pochi, Malen doveva recuperare e Dybala si è allenato come sta facendo da inizio luglio. Sono molto contento per lui, è un ragazzo che quando va in campo sta bene, è nato col pallone tra i piedi e dover saltare allenamenti e partite lo rendeva triste. Adesso lo vedo felice, ha voglia di giocare, entusiasmo. Questo è un bel traguardo già”.

L’addio di Messi alla nazionale è un'emozione per ogni amante del calcio.

"Assolutamente sì, per me che ormai ho visto tanti giocatori forti da quando giocavo è difficile pensare un giocatore che ha fatto più di Messi. Per me Messi anche se di pochissimo rispetto a tanti altri fenomeni è quello che ha fatto cose che non ero mai riuscito a vedere. Alle volte le vedo alla PlayStation ma neanche di così tanta bellezza. Mi dispiace che un giocatore così finisca, ma anche vederlo un’ultima volta è un regalo”.

Si è parlato del comunicato della Roma su Dybala e Molina.

“Siamo troppo in prossimità di una gara importante come quella di domenica in campionato. Avrebbe significato costringerli a fare tante ore di volo e la Roma, i Friedkin, hanno preferito non lasciarli partire”.

La Roma ha deciso di non far partire neanche Koné, ma sul mercato. Lui ha detto che qualcosa c’era stato. Si vede che l'hanno ascoltata.

“Non si poteva, è inutile che Manu dice: non c’era niente di fattibile. È stato un mercato così lungo, e in quei giorni non c’erano i tempi perché poi questi trasferimenti comportano l’inserimento di tantissime persone, solo per i contratti ci vogliono dei giorni. Non c’erano i tempi. Sono contento che sia andata così, lui avrà tutto il tempo e il modo di aumentare il suo valore, ma lo sta già facendo”.

Dopo le partite Ferguson offriva sempre vino agli avversari. Lo farà anche lei?

“Può essere un idea. Il 50% degli incassi di questo vino andrà in beneficenza, ho voluto abbinare una mia passione al percorso sportivo".

 

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