Giannini: "I romanisti rappresentano la città. Dybala tra i 5 migliori 10 della storia della Roma"
L'ex fantasista giallorosso sceglie Paulo, "anche se indossa la 21". Su Cristante e Pellegrini: "Hanno la personalità giusta per essere capitani"
Giuseppe Giannini è il protagonista di una lunga intervista su Sportweek. Queste alcune delle dichiarazioni dell'ex calciatore:
Sul rapporto con i tifosi e sulla vita dopo il ritiro.
"Adesso è più facile fare una passeggiata con mia moglie. Da giocatore era impossibile uscire con lei o le mie figlie. Vivevo blindato. Il problema è che il tempo passa, e i capelli lunghi che portavo una volta sono scomparsi. Così, ogni tanto, le persone mi guardano come per dire “Ma è lui o non è lui?”. Poi mi vengono più vicino, mi riconoscono ed esclamano “Ma tu sei...”. Allora mi metto a ridere e dico: “Sì, sono io”. E loro: “Sei il Principe!".
Sul significato di essere romanisti.
"Essere romanisti significa anche rappresentare la Capitale. Nessuno può dire di non conoscere la Capitale e, di conseguenza, l'AS Roma".
Sul ricordo dell’Olimpico.
"Ogni volta che entravo sul prato dell'Olimpico con la divisa della mia squadra del cuore mi sembrava davvero di toccare il cielo con un dito".
Sul suo idolo da ragazzo.
"Un idolo? L'argentino Mario Kempes. L'avevo eletto a modello per il modo di giocare e per i capelli lunghi, che infatti ho portato allo stesso modo".
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