Gasperini: "Il cambio di Malen per far crescere tutti. Vittoria di carattere"
Il tecnico giallorosso al termine della sfida contro il Torino: "Balerdi mi ricorda Baresi per temperamento. Contro l'Inter una chance per misurarci"
(MANCINI)
Al termine della partita vinta 2-0 contro il Torino, Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Dazn. Ecco le parole del tecnico giallorosso sulla prestazione dei suoi:
La 'Dybalen' è nata qui. A distanza di 8 mesi, che emozioni prova?
"La soddisfazione c'è da parte di tutti, è una bellezza per i tifosi vedere due campioni che riescono a materializzare situazioni da gol in ogni partita. Sono due giocatori che oltre a essere forti individualmente si completano: hanno incastri importantissimi, che riescono a tradurre in gol per tante partite".
Non so quanti allenatori avrebbero avuto il coraggio di tirare fuori Malen in quel momento.
"Noi dobbiamo assolutamente far crescere la rosa il più possibile, anche perché era la terza gara in 8 giorni. Se gli attaccanti giocano sempre 90', non possono ripetersi in tutte le gare che giochiamo; se si riescono a risparmiare 20'-30', allora riusciamo a giocare quelle gare. E abbiamo ragazzi da far crescere. Devono prendere esempio non solo tecnico, ma anche di temperamento, da Malen e Dybala. Se riusciamo a fare questo, diventiamo più forti".
Rispetto alle altre tre di campionato, questa è una vittoria diversa, in cui la Roma ha aggiunto qualcosa, le letture. Dall'ultima in casa col Torino sembra passata un'era.
"Indubbiamente, anche il Torino ha fatto cambi importanti che hanno alzato il livello. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, anche se potevamo fare di più negli ultimi 16 metri. L'avversario può cambiare le carte, inserire gente pericolosa; noi abbiamo dovuto anche essere meno belli, ma siamo stati sempre concreti, anche in fase difensiva. poi abbiamo raddoppiato. Ma sono d'accordo, è un aspetto fondamentale".
Balerdi chi le ricorda?
"Un difensore forte, molto forte! Sicuramente è un difensore moderno, forte fisicamente, veloce. Ora non posso scomodare qualcuno... Il non plus ultra di tutti era Baresi, ma non va scomodato. Per come interpreta il ruolo, per velocità nel recupero, temperamento e partecipazione... Siamo lì".
Quanta curiosità ha per la sfida contro l'Inter?
"Beh... Abbiamo un po' di giorni. L'anno scorso c'era molta differenza, soprattutto al ritorno, ma da lì è nata la Roma di oggi. Siamo cambiati anche nella mentalità. All'andata fu più combattuta, prendemmo gol subito, meritavamo qualcosa in più. L'Inter è un riferimento per tutti: una squadra forte, la più forte, anche se penso che il Como sia vicino, ed è una chance per misurarci e fare meglio".
In conferenza stampa
Che risposta è questa dalla squadra?
“Un vestito diverso dalle ultime gare ma comunque efficace e valido. Abbiamo fatto un bel primo tempo sulla riga delle altre partite pur mancando di precisione negli ultimi 20 metri. Il secondo tempo è stato più sofferto anche perché loro hanno alzato il livello e c’è stato più equilibrio. Abbiamo dovuto tirare fuori le unghie per reggere ma l’abbiamo fatto con forza e non era facile. Dobbiamo rivedere alcune cose ma abbiamo dimostrato di avere carattere anche segnato all’ultimo per sigillare la partita. La Roma carattere”.
C’è stato qualcosa che non l’ha soddisfatta?
"Avanti potevano fare meglio come impatto, poi non era facile. pero sono entrato giovani che cresceranno anche sull’esempio di quelli che sono usciti, è una bella scuola dobbiamo avere anche pazienza".
Un giudizio su Balerdi?
"Tutti i giorni mi fanno fare paragoni con i più forti, ma come caratteristiche è importante. Ha fatto un recupero da metà campo straordinario ma comunque sapevamo di aver preso un bel giocatore".
È mancato qualcosa di atteggiamento a Konè?
"Lui è così dà la sensazione di essere sopra le righe, ma l’importante è l’efficacia. Viene anche da un acciacco quindi ci sta, servivano muscoli e forza come ci ha garantito de Roon. Non tutte le partite sono uguali bisogna saper giocare diversi tipi di calcio".
La società le ha dato una rosa competitiva per le due competizioni. Quanto dipende la vittoria del campionato da quanto si va avanti in Champions?
"La Champions toglie tanto, per quanto mi riguarda il rischio più grande sono gli infortuni e poi giochi partite come noi a Istanbul in quella situazione e ci vuole un po’ per recuperare, però diventa un adattamento. Il problema delle coppe è se ti capitano infortuni, da questo nasce la necessità di avere una rosa più folta. Noi rispetto alle squadre di Champions siamo rimasti un po' corti ma siamo bravi e fortunati, non si farà mai male nessuno (ride ndr.)".
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