AS Roma

Malen show: dove tutto ebbe inizio

Era il 18 gennaio e Donyell si presentà con gol. Domani torna da assoluto leader dell’attacco giallorosso

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Andrea Di Carlo
13 Settembre 2026 - 06:00

Era una fredda domenica torinese quando la Serie A fece la conoscenza di un calciatore che di lì in poi avrebbe generato statistiche, in parte, senza precedenti. Era il 18 gennaio 2026 quando la Roma di Gasperini vinse 2-0 sul campo del Torino: quello fu il giorno in cui Donyell Malen si presentò al calcio italiano, quasi affermando: «Salve, vengo dalla Premier League e qui posso segnare un gol a partita». Il Malen-Show iniziò proprio lì, in maglia bianca, con una doppietta (su carta, il primo gol fu annullato) che fece scattare subito la scintilla con i tifosi giallorossi. Tutti capirono ben presto che razza di centravanti fosse sbarcato nella Capitale, solo Gasperini aveva piena consapevolezza del colpo che la Roma aveva appena messo a segno sul mercato invernale: la sua esultanza al primo sigillo dell’olandese, mulinando le mani, fu emblematica. 

Perché il grande merito, al nette delle ovvie qualità dell’olandese, è proprio di Gasperini. Mentre altri tecnici come Emery o Koeman faticavano a valorizzarlo appieno, collocandolo spesso lontano dalla zona calda, l’idea del tecnico giallorosso è stata assolutamente determinante: spostarlo stabilmente al centro dell’attacco per sfruttarne le doti. L’intuizione è stata tanto semplice quanto rivoluzionaria: Donyell Malen non è un esterno che si adatta, è un centravanti implacabile, un predatore d’area con il passo dell’ala e la cattiveria del finalizzatore purissimo. 
Una previsione ampiamente confermata dai fatti: in 24 presenze complessive, l’attaccante ha totalizzato ben 20 reti e 4 assist, numeri che raccontano di un rendimento costante e di altissimo livello. 

In mezzo a questa sinfonia di gol e strappi brucianti, si è consumata l’intesa più bella per gli occhi dei tifosi romanisti: quella con Paulo Dybala. Due che parlano esattamente la stessa lingua calcistica, fatta di letture istantanee, fraseggi nello stretto e la capacità di inventare calcio quando la luce sembra spenta. La Joya e Malen si cercano con la forza dei magneti, dividendosi gli spazi e moltiplicando le opzioni offensive della squadra.
Ora, a distanza di esatti 238 giorni da quella notte torinese che ha cambiato il corso della stagione e le gerarchie del campionato, il destino rimette i panni del cronista. Dopo aver lasciato il segno in un avvio di stagione già infuocato (comprese le cinque reti pesantissime rifilate tra Fiorentina e Lecce), Malen non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Il calendario lo riporta esattamente laddove tutto ha avuto. L’obiettivo è chiaro, quasi una questione di principio: ripartire da Torino per prendersi un’altra vittoria, trascinare i compagni e continuare a scrivere pagine di un romanzo che i tifosi giallorossi sfogliano con gli occhi sgranati. Perché con un Malen così, sognare non è soltanto lecito: è l’unico verbo ammesso.

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