Fulmine a Dortmund, talento interrotto a Londra: la storia di Gittens
Ennesimo inglese maturato a Dortmund, sulle orme di Sancho e Bellingham. Al Signal Iduna Park ha condiviso il campo con Malen e Hummels, oggi cerca spazio
(GETTY IMAGES)
Talento, Inghilterra, Borussia Dortmund. Nel gioco dell'indovina del calcio europeo degli ultimi anni, è quasi impossibile privare la mente di fantasticare su due nomi. Jude Bellingham e Jadon Sancho. Entrambi inglesi, entrambi esplosi calcisticamente nel club tedesco, sotto il muro giallo del Signal Iduna Park, seppur attualmente vivono due momenti decisamente differenti nelle rispettive carriere. Tutto questo porta al nome della terza stella made in England ma diventata grande a Dortmund. Jamie Gittens, classe 2004 e formato in Inghilterra tra Reading, Chelsea e Manchester City. Prima di arrivare, a 16 anni, proprio in Germania, nell'ormai lontano 2020 dall'Academy dei Citizens, proprio come Sancho.
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Un solo anno dopo arriva l'esordio in Bundesliga. Ala d'attacco di piede destro, slanciato, sorprende fin da subito per la grande velocità e per l'arte del dribbling. Anche se la sua avventura tra i grandi si apre con quello che sarà il vero cruccio dell'intera (seppur ancora tutta da scrivere) carriera di Jamie: rottura dei legamenti della caviglia, che lo terrà fuori per un lungo periodo, prima di tornare a disposizione e mettersi in mostra con l'Under 19 dei gialloneri (11 gol in 17 partite, di cui 6 in 5 gare di Youth League). La stagione successiva arrivano 20 presenze complessive, 3 gol e un assist, mentre collauda l'intesa in campo anche con un volto oggi noto ai tifosi della Roma, Donyell Malen. Un potenziale esplosivo tra le mani del Dortmund, con i troppi problemi fisici a limitarne la gittata. È in questa stessa annata che arriva un altro infortunio, questa volta alla spalla, che lo tiene fermo per l'ennesimo lungo periodo. Insicurezze e dubbi più che legittimi sugli infortuni (il più delle volte sfortunati), mai sulle qualità.
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Pesantezza che Gittens si scrolla di dosso soprattutto nella magica notte di San Siro, contro il Milan, in Champions League. Jamie brilla, accompagnato da Malen e da Hummels, segna e trascina la squadra agli ottavi di finale di Champions. In una stagione che lo vede finalmente protagonista con 34 presenze, 2 gol e 5 assist. Preludio a quella che sarà l'annata successiva, la più importante della sua carriera. Nel 2024-25, Gittens traccia la linea: sembra essere davvero pronto a consacrarsi come la nuova stella inglese di Dortmund. Dodici gol, di cui quattro in Champions League (e uno al Bernabeu contro il Real Madrid), oltre a tre assist e numeri da evidenziare. Su tutti, quelli sui dribbling: in Bundesliga è primo per distacco sulla media dribbling riusciti per partita (4,2), lasciandosi alle spalle Jamie Leweling, Michael Olise e Kingsley Coman. Mentre a marzo 2025 figura al secondo posto nella classifica dei dribbling riusciti nella top 5 dei campionati europei. Ben 76, dietro solamente a un marziano come Lamine Yamal.
???? Jamie Gittens' strike for @ChelseaFC against Wolves has been voted as the #CarabaoCup Goal of the Round for Round Four! ????#EFL pic.twitter.com/r83L8he0qA
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Periodo semplicemente perfetto (durante il quale viene allenato prima da Nuri Sahin, successivamente da Nico Kovac), anche per la condizione atletica e fisica impeccabili. Circostanze che portano, inevitabilmente, i club inglesi a bussare alla porta del Borussia Dortmund. Nell'estate del 2025, è il Chelsea ad investire su di lui più di 50 milioni. Tuttavia, come spesso capita negli ultimi anni a diverse potenziali stelle del calcio europeo, l'esperienza a Londra non va come sperato: tornano gli infortuni, per la prima volta della sua carriera muscolari, oltre che le troppe rotazioni dovute all'infinità dei calciatori presenti nella rosa. Quel ragazzo "brutalmente bravo nell'uno contro uno", come lo aveva definito pochi mesi prima il suo ex tecnico Sahin, non riesce a ripetersi. Solo 29 presenze, 2 gol e 6 assist. E nonostante l'arrivo di Xabi Alonso, il suo futuro potrebbe essere comunque lontano da Cobham. E chissà che Gasperini e la Roma non possano essere l'allenatore e la squadra perfetti per tornare a far scattare, in tutti i sensi, quel fulmine a ciel sereno sulla fascia offensiva.
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