AUDIO - Svilar e l'aneddoto sul papà: "Prendevo pallonate e volevo piangere, ma lui..."
Il portiere della Roma ha rivelato un curioso episodio col padre, risalente a quando era un bambino: "Faceva il mio stesso ruolo, non potevo reagire male!"
(GETTY IMAGES)
Non solo il futuro e la Champions. Nel corso della sua intervista a Radio Romanista, Mile Svilar ha raccontato anche del suo passato e ha svelato un curioso aneddoto col papà Ratko, risalente a quando era ancora un bambino e lavorava con lui sulle uscite basse.
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Vieni ritenuto il portiere più forte della Serie A sulle uscite basse. È una caratteristica che hai sempre avuto?
"Sì, sin da bambino. Ho sempre avuto questa caratteristica da bambino, ho sempre cercato di imparare a uscire, uscire e ancora uscire. E poi tante volte ti ritrovi in una situazione di uno contro uno, dunque ho sempre lavorato sull'andare in avanti, su come chiudere lo spazio. Si tratta di una caratteristica mia".
Banalmente, non ne hai mai avuto paura? Magari di prendere pallonate in faccia...
"No, paura no, perché... Dai, sì e no! All'inizio, magari. Però ho un padre che faceva lo stesso lavoro, quindi quando prendevo la pallonata in faccia e volevo piangere, lui diceva di no. Con lui non era possibile piangere! Quindi, ho imparato così e meno male che è stato duro!".
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