In attesa di conoscere la prossima meta di un'estate che vedrà la Roma scendere in campo a luglio nei preliminari di Europa League, ripercorriamo insieme le tappe della stagione ormai alle spalle. L'annata 2018/2019 è stata come sempre caratterizzata da uno zoccolo duro che, almeno due volte al mese, ha fatto bagagli per seguire la Roma in tutti i suoi spostamenti. In Italia, considerando le sfide di campionato e quelle di Coppa Italia, quanto in Europa tra girone e ottavi di finale di Champions League. Sono stati oltre 31mila, per la precisione 31.300, i romanisti che hanno popolato i settori ospiti nelle ventidue sfide esterne dei giallorossi escludendo ovviamente la trasferta di Napoli vietata ormai da diversi anni per motivi di ordine pubblico.

Una media leggermente inferiore alle 1.500 unità per partita, con la Roma che ha così potuto sempre contare sul canto incessante dei suoi romanisti pronti a macinare centinaia e centinaia di chilometri per stare al suo fianco. In piedi sopra un seggiolino sotto i raggi del sole quanto nelle sere di pioggia e in quelle caratterizzate dal vento gelido del Nord, facendo registrare sold-out su sold-out e gremendo spesso e volentieri anche gli altri settori a disposizione con i colori più belli sparpagliati in mezzo a quelli delle tifoserie di casa: anche e soprattutto questo è stato il lato positivo della stagione 2018/2019.

Una stagione che aveva preso il via in agosto con la vittoria al cardiopalma siglata da Dzeko, con la rete del bosniaco a ridosso del fischio finale capace di gelare il pubblico dello Stadio Olimpico – Grande Torino e di far esultare smodatamente i 1.500 tifosi che avevano ritrovato la loro Roma nel modo migliore. Certe volte chi ben comincia non è affatto a metà dell'opera, non lo sapeva nessuno né tantomeno le centinaia e centinaia di tifosi giunti a Torino nella prima trasferta di una lunga, sofferta e interminabile stagione. Dai 1.500 di Torino ai 2mila di San Siro nonostante la sfida con il Milan fosse stata programmata in un inusuale venerdì sera, occasione utile per chi aveva deciso di passare il weekend nel capoluogo lombardo.

Non c'è due senza tre perché, nel corso della trasferta successiva, i romanisti erano stati capaci di far registrare il primo tutto esaurito stagionale in trasferta. Oltre 3mila tifosi spinsero infatti la Roma nella calda e soleggiata domenica di Bologna, rientrando nella Capitale con le tasche vuote e la sensazione di aver assistito ad una tra le partite peggiori degli ultimi tempi.

Emilia... Romanista

Ed è proprio l'Emilia Romagna, numeri alla mano, la regione preferita dalla tifoseria giallorossa considerando il già citato record di Bologna pareggiato lo scorso 18 maggio in occasione dell'ultima trasferta sul campo del Sassuolo. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia furono ancora in 3mila ad accompagnare gli allora uomini di mister Ranieri nonostante il periodo negativo ed un prezzario eccessivo, come già analizzato su queste colonne nello speciale sugli elevati costi stagionali per seguire la Roma in Italia e in Europa.

Piuttosto ridotte, invece, le presenze relative i big-match della passata stagione considerando i 900 dell'Allianz Stadium (Juventus), partita però contraddistinta dalla protesta di buona parte della tifoseria contro il caro-biglietti, e i mille di Inter-Roma. Ben più elevata (2.500) quella dell'unico, tristemente indimenticabile incontro dei quarti di finale di Coppa Italia contro la Fiorentina, così come quelle delle sfide europee di Madrid (1.600) e Oporto (2.200).

Passando alle sfide con meno pubblico romanista al seguito, il record negativo se lo aggiudica la trasferta del Bentegodi di Verona contro il Chievo con soli duecento presenti con il podio completato da Cagliari (300, ma con un settore ospiti di soli 400 posti a sedere) e dai 400 della lontana Mosca.

In più di 31mila hanno così seguito la Roma in tutti i suoi spostamenti stagionali, Napoli esclusa. In centinaia e centinaia adesso attendono soltanto di conoscere il nome della prossima meta: c'è una Europa League da onorare e da non snobbare. Loro ci tengono e, di stagione in stagione, continuano a macinare chilometri e superare gli ostacoli con la Roma in fondo al cuor.