AS Roma

La stagione di Celik: la nuova vita di Zeki

Inizia in panchina l'ultima annata (da contratto) con la Roma. Con l'infortunio di Angeliño torna largo a destra, dove porta equilibrio e pone le basi per la permanenza

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Pietro Laporta
29 Giugno 2026 - 07:00

Non si è ancora chiusa la stagione di Zeki Celik. Apparentemente infinita, vissuta prima con indosso la maglia della Roma, proseguita con la divisa della sua Turchia al Mondiale, e che sembra destinata a concludersi in giacca e cravatta (salvo opzioni più estive, viste le attuali temperature a Roma), in sede per firmare il rinnovo. Se lo augura Gasperini, dopo un'annata che per il turco era iniziata come l'ultima nella Capitale, secondo quanto previsto dal contratto firmato nell'estate del 2022. Da allora l'ex Lille non era mai riuscito a imporsi, trovando spazio con Mourinho per mancanza di alternative ma senza brillare, non abituato in Francia a giocare da esterno; con De Rossi, che pure aveva riportato la Roma a 4 dietro, spesso gli era stato preferito Karsdorp. Eccezione fatta per il buco nero con Juric, Gasperini la scorsa estate aveva ereditato un giocatore rivitalizzato dalla cura Ranieri: chiamato spesso in causa da Sir Claudio come «braccetto destro» (ci venga perdonato il termine), si era distinto come una vera garanzia in termini di affidabilità, pur senza mai brillare. È stata forse questa la prima sliding door non della stagione, ma della storia tra Zeki Celik e la Roma. Il momento in cui, con Gasperini, si è capito che il giocatore poteva risultare molto importante, pur senza regalare sulla fascia giocate «alla Wesley». Il secondo momento di svolta è consistito nello spostamento proprio del brasiliano a sinistra, a causa dell'assenza prolungata di Angeliño: con un pacchetto difensivo più completo rispetto a quello della scorsa stagione, Gasperini ha riportato Celik più avanti, sulla linea di centrocampo, da esterno destro. Se ai tempi dell'Atalanta con il tecnico di Grugliasco i laterali si trasformavano in attaccanti aggiunti, Zeki si è invece fatto portatore di equilibrio in campo, favorendo così gli inserimenti di Mancini. C'è stato naturalmente spazio anche per qualche sgaloppata, come quella terminata con il gol, il suo primo in Serie A (aveva già segnato in Europa League nel febbraio precedente), in Roma-Udinese 2-0 del 29 novembre 2025: un'azione che rimane ad oggi tra le più belle della Roma di Gasp. Verrà premiato come migliore in campo sulle pagine de Il Romanista (7,5 il voto) e anche dalla Serie A al termine di quella partita, che tra l'altro riportò la Roma in vetta al campionato dopo anni. Il punto più alto di un percorso di crescita importante, collettivo ma anche personale: basti pensare che, nella prima parte di stagione, tra campionato e coppa europea, sulle colonne de Il Romanista il rendimento di Celik è risultato insufficiente soltanto una volta (5,5 nel ko interno contro il Torino a settembre) nelle prime 16 partite giocate. 

Il suo modo di giocare, attento ma senza mai spunti degni di nota, lo ha portato ad avere un rendimento sempre in linea con quello della squadra, e risulta facile comprendere perciò il netto calo avuto tra marzo e aprile: da Roma-Juventus a Inter-Roma, 6 insufficienze consecutive per lui su queste pagine (assente nella vittoria contro il Lecce del 22 marzo, in mezzo si fa riferimento alle gare contro Como e Genoa, oltre al doppio confronto in Europa League col Bologna). Il 4 ricevuto dopo il 5-2 contro i nerazzurri rappresenta il punto più basso della stagione del calciatore, che in quel momento sembrava non essere mai stato così lontano dalla permanenza, allo stesso modo in cui la squadra sembrava ormai distante dalla zona Champions. L'exploit finale ha riscritto la storia: della Roma, arrivata terza, e forse di Zeki, sufficiente in 6 delle ultime 7 e ora, terminato anzitempo il primo Mondiale della propria carriera, protagonista di una trattativa che rientra tra le priorità della Roma.

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