Setti: «Gasperini e D’Amico un duo vincente»
L’ex presidente dell’Hellas Verona: «Tony è una persona trasparente e onesta, a cui non piace molto apparire»
(GETTY IMAGES)
Maurizio Setti non ha dubbi: Tony D’Amico ha le qualità giuste per imporsi anche in una piazza esigente e complessa come Roma. Intervenuto ai microfoni di Radio Romanista, l’ex presidente dell’Hellas Verona, oggi alla guida del Forte Virtus negli Emirati Arabi Uniti, ha raccontato retroscena e caratteristiche del dirigente destinato a raccogliere l’eredità giallorossa, soffermandosi soprattutto sul rapporto con Gian Piero Gasperini e sulle insidie dell’ambiente capitolino.
Setti ripercorre l’inizio dell’avventura condivisa a Verona, nata quasi per caso dopo una retrocessione in Serie B. «Avevo in mente un direttore sportivo esperto, poi l’operazione saltò», ricorda. «Mi sedetti con Tony e lui mi disse: “Io ci sto, ma lei deve starmi vicino”. Da lì è iniziato un percorso che ci ha regalato anni bellissimi».
Una scelta che si rivelò vincente e che consentì a D’Amico di costruirsi una reputazione solida fino alla chiamata dell’Atalanta. Nel descriverlo, Setti utilizza parole che restituiscono il profilo di un dirigente lontano dai riflettori. «È sempre stato dietro le quinte, ma sempre sul campo», spiega. «Vive la quotidianità degli allenamenti, osserva, ascolta, studia i dettagli». Un uomo che, secondo il suo ex presidente, «ama il lavoro più delle copertine» e che «non ha mai avuto il desiderio di apparire o finire sui giornali».
Proprio questa attitudine, secondo Setti, rappresenta uno dei motivi per cui il binomio con Gasperini potrebbe funzionare. «All’Atalanta ha svolto benissimo il ruolo di collegamento tra proprietà e area tecnica», sottolinea. «Ha saputo fare da filtro e creare armonia. Credo che anche a Roma possa nascere un rapporto molto positivo».
Per l’ex patron scaligero, infatti, la sintonia tra i due è un fattore da non sottovalutare: «La scelta di D’Amico dà serenità a Gasperini. Sono persone che parlano la stessa lingua calcistica». Setti evidenzia poi una qualità che considera fondamentale: «Tony sa capire chi ha di fronte. Sa relazionarsi con allenatori, dirigenti e calciatori nel modo corretto».
Per questo motivo, l’arrivo di D’Amico viene letto come parte di un progetto più ampio. «La Roma ha bisogno di figure forti, di persone che vivano il calcio tutti i giorni e abbiano come unico obiettivo il risultato», conclude Setti. Con Gasperini in panchina e D’Amico dietro la scrivania, il dirigente vede le premesse per costruire qualcosa di importante: «Se lavoreranno in sintonia, il duo può essere davvero vincente».
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