Alla conquista dell'Europa: gli ultimi atti in fila per 3 col resto di 2
Corsa con Juve e Como: c’è posto soltanto per una. Filotto imperativo, sperando in qualche inciampo delle altre
(GETTY IMAGES)
Quattro giornate al termine, tre squadre in lizza, due padrone del proprio destino, una costretta a non sbagliare un colpo. Nel conto alla rovescia che scandisce la volata per i rispettivi approdi in Europa, sarà la Roma a doversi superare, centrando l’en plein di vittorie nei turni conclusivi. Una striscia che se conseguita arriverebbe a cinque, contando anche il successo maturato sabato scorso al Dall’Ara. E potrebbe perfino non bastare, a dispetto dei precedenti delle scorse stagioni e delle proiezioni all’alba di quella in corso: se la squadra di Gasp inanellasse il filotto arriverebbe a 73 punti, quota superata l’ultima volta nel 2018. Ovvero nell’annata che guarda caso ha fruttato la più recente qualificazione della Roma in Champions League.
Non solo: con la Juventus avanti di tre lunghezze e il Como appaiato in classifica, anche una conclusione super come quella prefigurata potrebbe valere appena il sesto posto, se le altre due contendenti mantenessero lo stesso rendimento. In caso di arrivo a pari punti, come noto il criterio per stabilire le posizioni da tramandare agli almanacchi tiene conto in primis dei risultati negli scontri diretti; e in seconda battuta della differenza reti. La Roma è in svantaggio con i bianconeri in entrambi i contesti, mentre coi lombardi rischia di essere dirimente la scarsa vena realizzativa dell’era pre-Malen: pari i due match - con una vittoria a testa - a distanza quasi di sicurezza la banda Fabregas per i gol (attualmente più 31 contro il più 19 romanista). Lo stesso arrivo a pari punti di tutte e tre le concorrenti in lizza vedrebbe premiato il Como, primo nella classifica avulsa (con la Juve seconda). Per non dipendere dalle altre non c’è dunque altra strada che vincerle tutte, sperando in almeno un inciampo dei rivali sul Lago (e più di uno dei torinesi).
L’impresa però è tutt’altro che semplice, nonostante un calendario sulla carta non proibitivo: l’ultima sequenza di cinque vittorie in chiusura di campionato risale alla stagione 2015-16, con Spalletti in panchina (e una rosa fenomenale per valori tecnici). Ritmo che comunque fruttò soltanto l’accesso ai playoff della maggiore competizione continentale, all’epoca riservato alla terza classificata. In questo decennio appena altre due volte nelle quattro giornate conclusive sono arrivati altrettanti successi. Nessuna delle due particolarmente recente: nel 2016-17, sempre sotto la guida dell’attuale tecnico bianconero; e nel 2019-20, durante l’anomalo finale estivo successivo alla pandemia, con Fonseca allenatore. Nella prima occasione la striscia coincise con la piazza d’onore in Serie A e l’accesso alla Champions; nella seconda non portò in dote più di un quinto posto.
Variabile Coppa Italia
A parte le decine di milioni di ragioni fisiologiche (esistenziali, filosofiche, etiche, dottrinali, intellettuali, faziose e così via all’infinito) per le quali ogni romanista dovrebbe sperare che il secondo trofeo nazionale vada all’Inter, ce n’è un’altra estremamente pragmatica. Se i nerazzurri a un passo dallo Scudetto e sicuri partecipanti alla prossima Champions vincessero la Coppa Italia, anche la sesta classificata andrebbe diretta in Europa League. Il caso contrario in questa sede nemmeno vogliamo contemplarlo. Ma esiste un motivo in più per non sbagliare un colpo.
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