Tra silenzi e attese, Massara in bilico
Il ds al Dall’Ara non parla, ma le dimissioni non sono un’ipotesi. Saranno i Friedkin a dover decidere il suo destino, intanto lui lavora per l’estate
(GETTY IMAGES)
Calma apparente. Visto da uno sguardo esterno, il sabato di festa di Massara, impreziosito dalla vittoria della Roma a Bologna, è scivolato via senza alcun dettaglio degno di nota. Il direttore sportivo ha viaggiato insieme alla squadra, come sempre in stagione, con Lombardo e Ricchio a completare la formazione dirigenziale. A differenza di tante altre volte, però, Frederic non si è presentato davanti ai microfoni di Dazn, sfilando a bordocampo e raggiungendo Di Gennaro soltanto per un rapido saluto, prima di prendere posto in tribuna. Al suo posto, a parlare ci ha pensato Gasperini. Un silenzio non casuale, studiato già alla vigilia per non alimentare polemiche e voci.
C’è da precisare che la Roma, come ogni altra società per accordi con la Lega Serie A, è chiamata a dividere a metà le interviste subito prima del fischio d’inizio a metà tra dirigenti (o presidenti) e allenatore. Inutile precisare, però, come in questo campionato a parlare sia stato quasi sempre Massara, anche a calciomercato aperto, eccezion fatta per due camei del fu Senior Advisor Ranieri (uno in Coppa Italia, l’altro, difficilmente dimenticabile, prima di Roma-Pisa) e altrettante comparsate di Gasp.
Tornando alle voci sul futuro di Massara, in queste ore gira di tutto, con radiomercato che sputa fuori più di un nome al giorno come suo possibile sostituto. La verità, però, è che al momento i Friedkin non hanno presentato mozione di sfiducia al ds nei loro colloqui (diretti o mediati dall’uomo di Dan a Trigoria, Ed Shipley) e Frederic non ha alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni.
E quindi? Massara lavora, in attesa di segnali dagli Usa. Del resto, di cose da fare ce ne sono. I rinnovi, ad esempio, con Gasp che (digerito l’addio di Celik) gradirebbe la permanenza di Pellegrini e non disdegnerebbe quella di Dybala. Le cessioni, ovviamente, che vanno da sole è vero, ma quando i milioni di plusvalenza da fare entro il 30 giugno non sono poi così lontani dalle tre cifre, allora le cessioni vanno anche un po’ accompagnate.
Tutto questo, però, senza ancora riunioni operative col tecnico, che solo l’altro ieri ha confessato il «mancato feeling» tra i due. Massara, a differenza di Ranieri, non ha posto veti sul continuare al fianco di Gasp, ma la sua posizione (a soli 10 mesi dal ritorno) è meno solida dopo l’addio al Sir e in bilico in attesa di messaggi oltreoceano, che potrebbero arrivare nella settimana entrante, quando sono previste altre call tra Trigoria e gli Usa. Qualunque sia la strada da intraprendere: fate presto, che è tardi.
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