Ma si aspettava le parole di Ranieri?
"Mancano sei giornate alla fine, ci sono delle priorità. Posso dire che non si deve fare molto riferimento all'Atalanta. L'Atalanta non era composta solo da giovani, era forte e il primo anno è arrivata quarta, quando i posti in Champions erano 3. L'obiettivo è fare squadre forti e quando riesci ad avere una squadra importante, tutto viene di conseguenza. Questa è la mia idea".
Si aspettava l'impatto di Malen?
"Al momento dell'acquisto, non si può sapere se l'impatto sarà devastante o meno, ma ero sicuro che avesse le caratteristiche giuste per noi. I centravanti possono avere caratteristiche diverse, non c'è una sola tipologia. Ma che lui avesse caratteristiche forti per emergere in quel ruolo non avevo dubbio, forse anche per questo ha accettato il trasferimento a Roma in virtù anche di questa sua convinzione".
"L'infortunio di Pellegrini è una brutta tegola, stava attraversando un ottimo momento di condizione e stava giocando con continuità. È stato sfortunato sulla traversa e di più nell'infortunio: in un contrasto il giocatore calciandogli sul piede gli ha creato un'elongazione sulla gamba. Non sembra gravissimo, ma bisognerà vedere gli accertamenti nei prossimi giorni. Sono dispiaciuto. Spero di poter recuperare Wesley e Koné, sicuramente Mancini. Peccato l'uscita di Pellegrini. E c'è sempre il punto interrogativo su Dybala, magari per sabato non è facile".
Che ne pensa delle parole di Ranieri nel pre partita?
"Ho lasciato libera scelta sui giocatori che non conoscevo, ho indicato solamente due giocatori importanti e ne è arrivato uno. Soprattutto dall'inizio era determinante per me - perché che la squadra aveva già un ottimo blocco - lavorare sugli attaccanti perché perdevamo Shomurodov e non pensavo si perdesse Saelemaekers. Era un punto fondamentale lavorare sull'attacco. Non c'è mai stata una contrapposizione su quello. Ho sempre picchiato, anche con voi, sulla necessità di lavorare davanti e di alzare il livello della squadra in assoluta convinzione. Poi purtroppo c'è stata difficoltà enorme. Con Ranieri non ho avuto nessun problema, neanche uno screzio, anzi mi sembrava che fossimo condivisi su questa necessità".
Lei sapeva che 3 allenatori prima di lei avevano detto no alla Roma?
"Forse sono cose normali delle società, ma va bene. Io sono contento della scelta che ho fatto".
Il migliore in campo è stato un giocatore che ha indicato lei. Ha già indicato qualcuno per il futuro alla Malen?
"In tutte le squadre in cui sono stato ho indicato dei ruoli, saltuariamente ma pochissime volte dei giocatori in particolare, dei quali ero fortemente convinto. Su Malen, come su qualcun altro, ho qualche soffiata che mi aiuta perché non vado all'estero a fare scouting. Quella di Malen è stato un colpo di fortuna, non frutto di organizzazione da parte mia, ma è stata una situazione che si è creata ed è andata in porto nel giro di 24 ore. Malen è straordinario. Il problema era capire se potesse giocare attaccante centrale, cosa che desiderava e per me era il suo ruolo. Sono convinto di averci azzeccato, ha caratteristiche straordinarie. Magari in altri momenti della sua carriera è stato impiegato in una zona più defilata. Avevamo fatto un'amichevole ad agosto e quando vedi un giocatore dal vivo hai una percezione diversa dal video o con le immagini. Hai una sensazione di quanto sia rapido, forte nel primo controllo e di come calcia. Non sapevo che andasse via dall'Aston Villa fino a due giorni prima".
Al di là dei dribbling dialettici di questa sera, come si esce da questa situazione? Mi sembra siate su due binari paralleli...
"Ma non scherzare! Ho solo un binario (ride, ndr). Ho 6 partite da giocare, a cominciare da sabato prossimo quando incontreremo una squadra fortissima: forte nella rosa, forte come squadra e forte nella mentalità. Ma noi siamo tosti. Male che vada arriviamo con un punto davanti e per me è un grande risultato perché ho lasciato una squadra terza in classifica, in Champions, che con la vendita di Lookman, Retegui e Ruggeri ha fatto un bel fortino e si è rinforzata acquistando 5 giocatori importanti. So il valore di quella squadra. È come quando mi misuravo con la Roma quando ero all'Atalanta: sapevo che se passavamo davanti alla Roma avevamo grandi chance di andare in Champions. Se ora sei davanti all'Atalanta hai grandi chance".
La domanda era un'altra...
"Deve accettare la mia risposta. Spero di averla accontentata, non so cos'altro si aspetta".