AS Roma

Gasperini vs Spalletti, ritorno al passato

Gian Piero ritrova la Juve dove è cresciuto, Luciano la Roma in cui si è consacrato. Dalla gavetta in provincia ai top club, i decani della Serie A vogliono i risultati attraverso il bel gioco

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
26 Febbraio 2026 - 07:30

La prima volta che si sono affrontati, il 24 novembre 2007 a Marassi, Gasperini era alla tredicesima panchina della sua carriera in Serie A. Chissà se all’epoca avrebbe immaginato di ritrovarsi, diciannove anni più tardi, a essere il tecnico più esperto del nostro campionato. Luciano Spalletti, dal canto suo, allora era alla terza stagione sulla panchina della Roma e aveva già vinto una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana: era già uno dei tecnici più apprezzati della Serie A, mentre Gasp si affacciava sulla grande ribalta dopo le ottime esperienze tra C1 e B con Crotone e Genoa. 

In quell’occasione vinse 1-0 la Roma di Spalletti, non senza soffrire: decise un gol di Panucci (proprio un prodotto del vivaio genoano) al 90’. Da allora, Gian Piero e Luciano si sono affrontati in altre 16 occasioni, spesso dando vita a sfide ricche di gol. Come il 3-2 del «daje Roma daje!» di De Rossi, un Roma-Genoa deciso dal rigore di DDR dopo che i giallorossi - avanti 2-0 - si erano fatti riprendere nel secondo tempo. O come il 4-1 con cui l’Atalanta di Gasp travolse l’Inter allenata dal tecnico di Certaldo l’11 novembre 2018 a Bergamo: tra i marcatori, anche un ventiduenne Gianluca Mancini.

Così vicini, così lontani

Ebbene, oggi il tecnico piemontese - cresciuto nella Juventus sia da calciatore, sia da allenatore - oggi guida (e bene) la Roma; mentre l’ultimo tecnico prima di Mourinho capace di portare un trofeo nella bacheca giallorossa guida la Vecchia Signora. Gasperini, peraltro, avrebbe anche potuto sedersi sulla panchina bianconera la scorsa estate, quando invece rifilò a Comolli un educato ma fermo «no, grazie» in virtù della parola data alla Roma. A Torino decisero di proseguire quindi con Tudor, salvo poi optare per l’esonero in virtù dei risultati negativi, con la conseguente chiamata di Spalletti. 

Tra i due tecnici, che sono i più esperti della Serie A e hanno soltanto un anno di differenza (Gasp è del 1958, Spalletti del 1959), c’è sempre stata grande stima reciproca. Anche quando hanno battibeccato a bordo campo, com’è fisiologico che accada quando la posta in palio è alta, gli episodi si sono limitati ai 90’, e al triplice fischio è tornata la calma e la serenità. Di certo in comune hanno la gavetta in provincia: Gasperini l’ha fatta a Crotone, Genoa, Palermo e infine a Bergamo, trasformando una squadra di medio-bassa classifica in una big capace di vincere un’Europa League; Spalletti è stato nella “sua” Empoli, ma anche a Venezia, Ancona, Udine, fino alla definitiva consacrazione giunta proprio nella Capitale. Entrambi amano un calcio propositivo, votato all’attacco, che va alla ricerca dei risultati tramite il bel gioco. Si sfideranno e sfideranno il loro rispettivo passato, domenica sera, in una partita fondamentale nella corsa per un posto in Champions. L’andata se la è aggiudicata Spalletti, ma quella era un’altra Roma: Gasperini e i suoi uomini avranno certamente fatto tesoro di quel ko pre-natalizio e vorranno vendicarsi. Anche perché Gian Piero non batte il collega dal 4 dicembre 2021 e viene da 4 sconfitte di fila. È tempo di invertire la rotta.

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