Tre squilli e la Roma è terza
Primo tempo di studio, poi a segno Cristante, Ndicka e Pisilli: Cremonese battuta. Malen da solo tiene impegnata la difesa, Gasperini nella ripresa ha scelto un inedito 4231
(GETTY IMAGES)
Vola la Roma, ne fa tre alla Cremonese e si prende il terzo posto al fianco del Napoli, in una giornata in cui una tempesta perfetta ha spazzato via tutti gli antagonisti per la Champions: battuti Milan, Napoli e Juventus, la Roma invece non ha steccato e ha preso tre punti a tutti, avvicinando persino il secondo posto, ora distante soli 4 punti. E domenica arriverà all’Olimpico la Juventus, ora lontana quattro lunghezze, attesa peraltro mercoledì dall’impegno di ribaltare con il Galatasaray il pesante 5-2 dell’andata. E nella serata in cui mancavano cinque attaccanti all’appello del tecnico (El Shaarawy, Dovbyk, Ferguson, Soulé e Dybala), la serata è svoltata dopo l’ingresso contemporaneo di cinque centrocampisti. Due hanno segnato (il primo, Cristante, sul solito schema da calcio d’angolo, l’altro, Pisilli, ha chiuso la serata), il terzo marcatore è stato invece Ndicka, al gol numero 3 in carriera con la maglia giallorossa (il primo in A, più due in Europa League).
L’occasione in ogni caso era troppo ghiotta per non essere raccolta. Ma la Cremonese non ha steso tappeti (grigio)rossi di fronte all’incedere romanista, a volte un po’ macchinoso nel primo tempo per via del passo non rapidissimo dei centrali di centrocampo, delle non sempre brillanti intuizioni dei trequartisti e dello spazio negato nell’ultimo terzo di campo a Malen, chiuso in una specie di morsa degli avversari e costretto spesso a muoversi lontano dal cuore dell’area. Gasp aveva dovuto rinunciare ad Hermoso durante il riscaldamento (dentro Ghilardi), ma non ha risparmiato i diffidati Mancini, Ndicka e Wesley, per fortuna usciti illibati dalla gara, schierati con Celik alla solita maniera (almeno nel primo tempo: poi nel secondo Gasp ha cambiato). In mezzo Koné ha ritrovato la sua maglia da titolare accanto a Cristante, davanti Zaragoza e Pellegrini (prima in quest’ordine, poi da metà primo tempo con lo spagnolo a sinistra e l’italiano a destra) sulla trequarti alle spalle di Malen. Nicola ha opposto il consueto 352 con Sanabria e Bonazzoli davanti, presi molto spesso da Ndicka e Ghilardi, con Mancini più alto su Payero, mezzala di un centrocampo a tre con Maleh in cabina di regia e Thorsby sul centrodestra. Sulle fasce Zerbin e Pezzella, dietro Terracciano, Folino e Luperto.
Il primo tempo è stato complicato per la Roma, per via della difesa compatta e agile degli ospiti, come al solito ben guidati da Nicola. La palla così girava lenta e raramente si trovavano sbocchi incisivi, e quindi palle utili per Malen. Il primo pericolo concreto si è manifestato solo al 16’, su calcio di punizione con tentativo di deviazione di testa di Mancini, contrato da Luperto, con la palla che è arrivata poi a Celik che ha provato una improbabile girata verso la porta da posizione defilata invece di rimettere il cross verso magari il secondo palo dove si era nel frattempo liberato Malen. Al 25’ è arrivato il pezzo forte di Zaragoza, la “trivela” da destra: Luperto, sorpreso, ha provato a deviare di testa e per poco non ha infilato la sua stessa porta, con Audero fermo a vedere la palla sfilare a pochi centimetri dal palo. Sul successivo corner è stato Koné ad avere la palla giusta per un bel tap-in in rete, ma il suo destro piuttosto forte ha incontrato Ghilardi sulla traiettoria, per il primo di una serie di tentativi del francese senza fortuna (e senza mira). Al 34’ Pellegrini ha calciato alto una punizione dal limite (e Gasperini si è arrabbiato, forse preferiva vedere Malen alla conclusione), subito dopo un bel cross stavolta da sinistra di Zaragoza ha trovato Mancini in area pronto a deviare, ma la palla è stata respinta dalla traversa, e sul tap-in in mezza rovesciata Pellegrini ha trovato Pezzella sulla traiettoria. Non è stata casuale la posizione dello spagnolo: intorno alla mezz’ora Gasp aveva chiesto infatti ai due trequartisti di invertire la loro posizione, primo cambio tattico di una serata didatticamente interessante per quello che poi il tecnico farà nel secondo tempo.
All’intervallo infatti Gasp ha trattenuto negli spogliatoi Ghilardi e ha inserito El Aynaoui, ordinando una variazione sul tema (da 3421 a 4231) molto meno sorprendente di quello che il suo integralismo possa autorizzare a pensare. Come noto, l’allenatore plasma la strategia di gara sul sistema di gioco avversario e come spesso gli capita quando affronta squadre schierata con il 352, è costretto a destinare una delle sue marcature individuali dei tre difensori su una mezzala (con gli altri due centrali sulle due punte). Così stavolta ha tolto Ghilardi, ha inserito il marocchino su Thorsby e alzato Cristante sul play (praticamente Bondo, entrato al 4’ della ripresa a rilevare Payero che si era fatto male a fine primo tempo, ma aveva provato a resistere). Ecco spiegata la scelta di passare a 4: niente di ripetibile, se non nelle stesse condizioni, niente di inedito (sono cose già viste con l’Atalanta), niente di eccezionale, insomma. A completare l’opera, l’ingresso di Venturino all’11’ al posto di Zaragoza, quinto centrocampista in campo con Pellegrini, Cristante, Koné e per l’appunto El Aynaoui. Paradosso del calcio, la veste tattica è sembrata da subito più offensiva (e lo diventerà ancor di più con l’ingresso di Pisilli poi a metà ripresa al posto di Pellegrini) e forse non per caso la partita si è sbloccata, con il ritorno al gol su calcio piazzato dopo tanto tempo (in settimana avevamo illustrato la particolare condizione della Roma che dopo anni particolarmente floridi si era ritrovata in questa stagione con sole sette squadre ad aver fatto peggio nella conversione di reti da palla inattiva). In una serata ne sono arrivate due e così ora la classifica specifica sarà decisamente migliorata. Il gol lo ha fatto Cristante, fino a quel momento tra i meno brillanti in campo, con un classico di repertorio: lo stacco di testa su primo palo su calcio d’angolo battuto da Pellegrini. In svantaggio, la Cremonese ha dovuto a quel punto cercare di costruire qualcosa di più in attacco e Nicola ha messo Vardy al posto di Sanabria. Ma il canovaccio della partita non è cambiato. Anzi, Venturino sul centrodestra (con Pellegrini riportato a sinistra) è diventato subito protagonista e prima - su azione ancora derivata da un corner - con un bel cross deviato da Cristante e poi rifinito non benissimo da Ndicka (prove generali del gol del raddoppio), poi con un assist ancora a Ndicka (scatenato ieri in zona gol) con piattone dell’ivoriano sulla figura di Audero, ha tenuto in costante apprensione la difesa grigiorossa.
Così al 25’ sempre l’ex genoano ha servito sulla sovrapposizione interna Celik che ha provato a girare per Malen davanti alla porta sbagliando però la misura del passaggio. Gasp ha dato così un po’ di riposo a Pellegrini per inserire l’altro centrocampista mancante, Pisilli, sarà ancora una volta una giusta intuizione. Al 28’ è stato ancora Malen a seminare il panico nell’area della Cremonese, ma poi il suo tiro di sinistro indirizzato verso l’incrocio è stato deviato oltre la traversa da una tibia di un difensore. Nicola si è giocato allora il tutto per tutto, togliendo i due esterni (Zerbin e Pezzella) per inserire un’altra punta (Djuric) e un altro esterno (Faye), per una sorta di 3421 a trazione anteriore. Neanche il tempo di sistemarsi in campo ed è arrivato il raddoppio: sul calcio d’angolo battuto stavolta più basso da El Aynaoui, Cristante è intervenuto col tacco deviando leggermente la traiettoria fino a favorire la conclusione in area di Ndicka, al suo primo gol in serie A. Questione chiusa? Quasi, perché se è vero che la Roma ha sfiorato subito il terzo gol (tentativi ancora dello scatenato Ndicka di testa alto e di Koné che ha mandato ancora una volta fuori un tap-in piuttosto facile dopo una bella iniziativa di Venturino), tra il 37’ e il 39’ la Cremonese ha rischiato seriamente di accorciare le distanze: prima con una bella verticale di Bonazzoli per Vardy, stroncata con la solita uscita tempestiva in tuffo in avanti di Svilar, poi con un colpo di testa alto di Thorsby su bel cross di Terracciano. E dopo l’ingresso di Ziolkowski per riequilibrare un po’ di forze nella Roma (fuori Celik, con Wesley spostato a destra, e il polacco messo a sinistra) è arrivato subito il gol del 3-0: assist di Koné per Malen, tentativo fermato dell’olandese e destro ciclonico di Pisilli all’angolo lontano. E poi ancora Venturino con un delizioso sinistro a giro e poi lo stesso Pisilli con una deviazione volante su cross di Wesley hanno sfiorato addirittura il 4-0. Troppa grazia
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