AS Roma

Festa Roma con Dybala campione del mondo

I giallorossi in Portogallo hanno seguito la finale esultando al gol di Paulo. I complimenti della società. Il 21: "Grazie Roma, è anche vostro"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Piero Torri
19 Dicembre 2022 - 08:00

Il mondo in tre minuti e un rigore. Gli ultimi di una partita meravigliosa che avremmo voluto non finisse mai. Quelli giocati da Paulo Dybala, spedito in campo dal ct Scaloni quando l’ipotesi dei calci di rigore non era più quotata (sbagliando perché è successo di tutto pure nel recupero) dagli allibratori. Quelli che ci restituiscono un campione con la gioia nel cuore e il talento degli dei del calcio nei piedi. Quelli che ci sono sembrati la chiusura di un cerchio, dal maledetto rigore trasformato contro il Lecce, a quello pure realizzato ieri sera in Qatar per cominciare a dare i contorni del trionfo a una nazionale e a un paese che erano in missione per conto di Diego. Quelli che a noi che abbiamo la Roma nel cuore, ci hanno riportato a sedici anni fa, finale Mondiale a Berlino, gli azzurri contro la Francia, Totti sostituito da De Rossi con il Sedici che alla fine va sul dischetto e la mette dentro con l’Italia che era pronta a scendere in piazza per fare festa, come sta succedendo in queste ore in tutta l’Argentina e sapeste quanti ce ne sono di italiani d’Argentina. 

Quelli che sono stati una grande storia all’interno della memorabile storia di una finale che ci ha fatto palpitare il cuore pure se potevamo guardarla con il distacco di chi può dire vinca il migliore, anzi no perché c’era la nostra Joya in campo. Quelli, appunto, in cui abbiamo avuto occhi solo per il ventuno, capace comunque di essere decisivo con un intervento difensivo decisivo su quell’ira di Dio che è Mbappè; legittimato a prendere a parolacce Lautaro che colpendo un pallone di testa per spedirlo lontano dal palo, ha impedito che quel pallone finisse sui piedi di Dybala tutto solo a una manciata di metri dalla porta francese. E poi decisivo quando si è presentato sul dischetto per calciare un rigore che pesava come un macigno, i francesi avevano già sbagliato, bisognava confermare il vantaggio e Paulino nostro l’ha fatto con la freddezza del campione, con il suo sinistro chirurgico, aspettando che Lloris si muovesse per poi piazzare il pallone al centro della porta e poi dare sfogo alla gioia di chi fino a quel momento, a parte una manciata di minuti nella semifinale, il Mondiale lo aveva visto dalla panchina.

Quelli che tutta la Roma ha seguito in un salone del resort che la sta ospitando nel ritiro portoghese, i compagni a fare il tifo, «daje Paolino», il boato e gli applausi quando il pallone è entrato, ripetuto quando l’Argentina ha cominciato a poter dire siamo campioni del mondo. Quelli che hanno portato i suoi compagni, da Matic a El Shaarawy, a postare complimenti e applausi per il compagno che da ieri sera può dire sono campione del mondo, il nono vestito con la nostra maglia, nessun club ne ha avuti tanti, neppure il Real che è fermo a quota otto, raggiunto dall’Inter grazie a Lautaro che, peraltro, nella finale è stato capace di fallire tre occasioni d’oro, rischiando di trasformarsi nell’Higuain del 2014. Quelli che hanno portato il fratello di Dybala, Gustavo, a postare la foto del papà che non c’è più, «papà l’aveva sempre detto che saresti diventato campione del mondo». Quelli che hanno inorgoglito tutti i tifosi romanisti che sono capaci di amare come nessuno. Quelli che hanno dato a Dybala quello che meritava, perché è un campione e, anche, perché è un ragazzo che sa entrare senza far rumore nel cuore della gente. Quelli che al fischio finale la Roma ha celebrato con un tweet, «Campione del mondo» con la foto della Joya con la nostra maglia e la sua tipica “maschera”mask”.

Quelli che hanno regalato l’estasi al ragazzo arrivato da queste parti l’estate scorsa, accolto da un popolo che aveva e ha ai suoi piedi. Quelli che nel dopo partita lo hanno portato a dare sfogo alla sua gioia: «Quello che è successo è  storia. I tifosi sono stati fantastici, volevamo alzare la coppa e festeggiare con loro. Dopo l’infortunio non ci credevo, ma volevo a tutti i costi esserci. Devo ringraziare anche lo staff tecnico dell’Argentina che è venuto a Roma per seguirmi e ringraziare anche per quello che hanno fatto allenatore e tutti». «Grazie Roma - ha aggiunto poi su Instagram il 21 - questo è anche vostro». Ora Paulino goditela. Ma torna il prima possibile.

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