Roma-Venezia si è conclusa con un nulla di fatto per i giallorossi che sono riusciti a guadagnare solamente un punto dalla sfida con i neroarancioverdi. Questi sono passati in vantaggio dopo appena 50 secondi ed è riuscita a resistere ai 46 tiri totali dei giallorossi che hanno giocato la maggior parte del tempo nella metà campo avversaria. Il gol dell'1-1 è attivato solo al 76' con Shomurodov, che ha calciato molto forte in porta a portiere battuto. La rete della vittoria, però, non è arrivata con la Roma che esce dall'Olimpico con un solo punto in mano. Al termine della gara ha parlato il tecnico del Venezia, Andrea Soncin. Ecco le sue parole:

Soncin a Sky Sport

Ci aspettavamo una squadra scarica a livello emotivo dopo la notizia della retrocessione, invece questo gruppo ha dimostrato che ha dei valori…
"Questo gruppo ha dimostrato quanto di buono ha fatto nelle ultime partite. A livello emotivo forse oggi la condizione peggiore dopo il risultato del pomeriggio tra Empoli e Salernitana. Negli occhi dei ragazzi c'è grande spirito di orgoglio, di finire con grande dignità e togliersi delle soddisfazioni. Adesso stanno giocando da squadra. Oggi siamo stati sicuramente anche fortunati, però penso che abbia vinto il nostro cuore. Siamo riusciti a portare casa un punto, addirittura potevano essere tre con l'ultima situazione. Devo ringraziare i ragazzi: in queste tre settimane mi stanno dando tutto, mi hanno rispettato dal primo secondo. Oggi sono orgoglioso della prova di cuore che hanno fatto".

Al di là della retrocessione, crede che con questo passaggio in Serie A si sia costruito qualcosa?
"Assolutamente. È stata un'esperienza per tutti. Non è ancora il tempo di tirare le somme. Non sono io a dover prendere le decisioni, sicuramente il nostro management saprà come intervenire. È stato un anno di crescita, di esperienza per tutti dal quale si può ripartire in maniera importante visti anche i grandi investimenti della proprietà".

Rimarrà sulla panchina della prima squadra? Torneresti nelle giovanili?
"Ero un ambizioso da giocatore, anche se non sono arrivato ad altissimi livelli, lo sono altrettanto da allenatore. Il mio futuro adesso è la partita in casa col Cagliari. Per giocarmi questa chance me la devo giocare fino all'ultimo secondo dell'ultima partita per magari far pensare alla proprietà di continuare questo percorso".

Dove è intervenuto per cambiare la squadra? Cuore, campo o cervello?
"Un po' tutto, di sicuro più il cuore. Le parole d'ordine erano coraggio e fiducia, in ogni cosa a partire dal lavoro dei magazzinieri. E qualsiasi cosa venisse fatto lo si chiedeva di fare con coraggio. Abbiamo iniziato dalle piccole cose, poi serve disponibilità dal ragazzi e me l'hanno dato. È un motivo di orgoglio che mi hanno rispettato fin dall'inizio. Per me la condivisione per quello che stavo condividendo è l'aspetto principale".

Soncin a Dazn

C'è rammarico, considerando anche la partita di questa sera?
"Assolutamente, oggi è il giorno in cui siamo retrocessi, ma non è stata la giornata ad essere determinante. In queste partite abbiamo dimostrato di mantenere la categoria, sono orgoglioso dei ragazzi, siamo stati fortunati ma abbiamo giocato una partita di cuore e sofferenza. All'ultimo potevamo pure vincerla. Dispiace per questa retrocessione".

Sono arrivati segnali dalla società per la permanenza?
"Non è ancora stato affrontato il discorso. Ora il mio futuro è la partita con il Cagliari. Ho solo un'arma, quella di fare bene la prossima partita e questa chance me la voglio giocare al massimo. Rimango concentrato sull'ultima partita perché è l'unico mezzo che ho per dimostrare. Devo ringraziare i ragazzi, mi stanno dando tutto, mi stanno seguendo. Rammarico va in questa direzione, in questo periodo abbiamo dimostrato di giocarsela bene anche in Serie A".

Cosa hai detto alla tua squadra dopo la retrocessione?
"Ho chiesto una cosa ai miei ragazzi: chi se la sentiva di giocare e di dare tutto con dignità e orgoglio. I ragazzi mi hanno guardato come fossi un pazzo ed è stata la risposta più bella. Ho trovato disponibilità da parte di tutti. Vincere oggi sarebbe stata una grande dimostrazione di orgoglio, per me".