Fino a poco tempo fa la tendenza nel mondo del calcio era quella di guadagnare fior di quattrini nel corso della propria carriera senza preoccuparsi di metterne un po' da parte. Basti pensare a calciatori come George Best, Lennart Skoglund, Paul Gascoigne. La moda (dettata probabilmente dalla gloria e dall'esigua capacità di riflessione sul futuro) era quella di spendere i propri soldi nei dieci, quindici anni di carriera calcistica, rischiando, come è successo effettivamente a molti, di rimanere al verde una volta finito il periodo glorioso.
Oggi, la tendenza sembra di tutt'altro tipo. Non si può di certo dire che i calciatori non beneficino dei loro guadagni anche durante la carriera, anzi tutt'altro, ma hanno trovato delle soluzioni per fare in modo che questa pecunia non sia fine a se stessa, non duri il tempo di una partita di pallone, per dirla in termini calcistici. Come? Molti hanno deciso di investire parte dei loro guadagni nel finanziamento di startup, cioè di aziende che si trovano nella fase iniziale di avvio delle attività. Tra questi, figura anche l'attaccante della Roma Stephan El Shaarawy. Non più solo "faraone" ma anche "business angel", un investitore informale in capitale di rischio. «Da un paio d'anni insieme a mio fratello siamo molto attivi nel settore delle startup: è un mercato in crescita e, al contrario di quanto si pensi, in forte evoluzione», aveva dichiarato al Mattino nel 2017.

Le "faraoniche" startup

Ma quali sono le startup che Stephan El Shaarawy ha scelto di finanziare? Un milione del suo capitale è stato investito in Whoosnap, l'impresa nata nel 2015 e incubata da Luiss Enlabs (un acceleratore di startup con sede a Roma gestito da LVenture Group, società di capitale di rischio quotata in borsa che fornisce finanziamenti e reti alle idee selezionate). Whoosnap permette a singoli utenti o aziende di richiedere foto e video, inserendo una descrizione di quello che desiderano vedere, indicando il luogo dello scatto e definendo una ricompensa, in denaro, per chi scatterà la foto o realizzerà il video. Inoltre, ogni utente che sta vivendo la notizia in tempo reale, può scattare una foto o realizzare un video e venderlo direttamente alle testate giornalistiche attraverso l'app.

La seconda azienda su cui il calciatore ha deciso di investire parte del suo guadagno, prima ancora che questa aprisse le porte al mercato, è Satispay, un network fondato a Milano e utilizzabile tramite un'applicazione che consente di pagare direttamente gli esercenti fisici e online convenzionati. Una sorta di Whatsapp con cui, invece di inviare messaggi o foto, è possibile inviare denaro, effettuare una ricarica telefonica, fare shopping online ed effettuare donazioni.

Da vero e proprio #serialstartupper, come si era definito qualche tempo fa in una foto pubblicata sulla sua pagina Instagram, El Shaarawy ha partecipato anche al finanziamento della piattaforma di crowdfunding CharityStars. Si tratta di un sito dedicato alla raccolta fondi in digitale, in cui vengono messi all'asta oggetti o incontri con personaggi famosi. Il ricavato viene devoluto per l'80% in beneficenza. «CharityStars mi ha entusiasmato subito per l'idea geniale di avvicinare i personaggi famosi ai fan, che acquistano oggetti dei propri idoli supportando così onlus che faticano a raccogliere fondi», aveva dichiarato l'imprenditore giallorosso nel 2017. Nel tempo, oltre a contribuire da un punto di vista finanziario, ha messo all'asta anche alcune delle sue maglie, che «insieme agli indumenti indossati sono gli oggetti più richiesti ai calciatori. Ma potrei anche offrire nuove esperienze. Nella mia famiglia siamo molto sensibili al tema e un giorno mi piacerebbe avere una fondazione».

Prosegue la lista con il motore di ricerca per aziende FacilityLive. Anche qui El Shaarawy ha dato il suo contributo. Ha permesso a una piattaforma digitale alternativa a Google di crescere, offrendo al grande pubblico di internet una soluzione sempre più tecnologicamente avanzata, basata su algoritmi che rendono i processi di ricerca meno vaghi e sempre più precisi, simili a come li intende un uomo.

L'ultima startup di cui sappiamo essere investitore l'attaccante della Roma è Zerogrado for sports. Qui siamo assolutamente in tema con la sua carriera. Infatti si tratta di una soluzione che, superando i limiti strutturali dei social media tradizionali, permette di ottenere risultati senza precedenti grazie all'innovativo impiego delle piattaforme di messaggistica per l'interazione con i fan. In termini più semplici, è un modo per consentire alle società calcistiche nuove e più elevate forme di coinvolgimento e interazione con i propri tifosi (ad esempio organizzando chat o quiz a premi).

Chissà quali saranno le prossime startup che il "business angel" Stephan El Shaarawy, insieme al fratello Manuel, deciderà di sostenere per contribuire alla crescita di idee innovative. E anche per non perdere la partita più importante, quella che anche dopo aver smesso di calciare il pallone, gli permetterà comunque di vincere.