Il 16 dicembre 1984 Paulo Roberto Falcao ha disputato la sua ultima partita ufficiale con la maglia della Roma. Una grande partita. Voti in pagella tutti dal 7 in su per il brasiliano, titolare nella Roma che vince 2-1 in casa del Napoli di Maradona. È la prima Roma di Eriksson, che ha iniziato a suon di pareggi (al punto che il tecnico svedese viene ribattezzato "mister x") ma che ha cominciato a vincere e sta risalendo in classifica. Al 20' del primo tempo, è proprio lui a finalizzare un'azione costruita da Conti e Cerezo con un sinistra da fuori area che finisce alle spalle di Castellini. Poi il Napoli pareggerà, ma sarà la Roma a spuntarla, nel secondo tempo di una partita molto intensa grazie a un autogol di Marino.

Esultando, però, con quella sua caratteristica esultanza, Falcao sentirà una fitta al ginocchio sinistro, già maladanto. Senza sapere che quello è l'ultimo segnae e che deve operarsi. Lo farà fuori dall'Italia, rientrerà solo per le amichevoli post-campionato, rescinderà il contratto in estate. Quel giorno, quel 16 dicembre 1984, però salutò la Roma con una grande prestazione e con un gol. Non poteva essere un caso.

Nella notte precedente, infatti, l'Independiente aveva vinto la Coppa Intercontinentale a Tokyo battendo il Liverpool 1-0, con un gol di Percudani. Era un Liverpool, sì, senza Souness, nel frattempo passato alla Sampdoria. Ma per il resto era lo stesso Liverpool che stava abusivamente occupando il posto che il destino aveva riservato alla Roma. Sì, quella doveva essere la notte della Roma campione del mondo. Quella che precedette l'ultima recita di Paulo Roberto Falcao. Che, avendo finito di giocare per la Roma proprio quel giorno, evidentemente era stato programmato per portare la Roma in cima al mondo. Non un giorno in più.