Dall'Europeo al Covid, dal fallimento della Superlega alla riforma delle coppe europee, fino alla Roma, Mourinho, i Friedkin e il suo possibile nuovo ruolo nella Roma. Zibì Boniek, in esclusiva su Playroma, tratta tutti gli argomenti: "Senza tifosi il calcio è diverso, ma rispetto ad altre realtà è andata bene. Abbiamo portato a termine tutti i campionati. Fuori dal calcio abbiamo visto tragedie e sofferenza vere. L'Europeo è una lotteria, ma le favorite principali sono Italia e Francia".

"La Superlega è stata una manfrina, una cosa inspiegabile. Organizzata malissimo - prosegue Boniek -, in maniera dilettantesca. Fino al venerdì stavamo ragionando tutti insieme alla nuova formula delle competizioni europee e la domenica se ne escono fuori con questa idea senza neanche indire una conferenza stampa per presentare il marchio e spiegare il progetto. Noi in Europa non saremo mai pronti a una manifestazione ad inviti, è impensabile che una squadra possa andare a giocare in Champions League senza ottenere la qualificazione attraverso il campionato. Andrea Agnelli è sparito, ma non ne voglio più parlare. La Superlega c'è già, ma è la Champions League. Il loro problema era quello di aumentare gli introiti e garantirseli a vita. Una pazzia. Si sono svegliati una mattina e hanno deciso di fare questa cosa che ha mostrato anche i limiti di certi dirigenti.

Sulla Roma.
"Per una squadra come la Roma la Conference League sicuramente è una coppa di poca importanza, anche se sarà comunque difficile vincerla. Vedo che si parla di un mio prossimo incarico alla Roma, ma non c'è niente di vero. Al momento sono impegnato con l'Europeo in qualità di presidente della federazione polacca, dopo sarò libero, ma non significa che poi lavorerò a Trigoria. E' vero, ho incontrato i Friedkin in occasione della gara tra Manchester e Roma, ma io sono un membro della Uefa e tra persone gentili ed educate ci si saluta, si scambiano quattro chiacchiere. Questo non significa che abbiamo parlato di inserire me nella Roma.

Mourinho?
"Grande scelta, ma oggi si esagera. Sembra che le partite le vincano solo gli allenatori. Servono giocatori forti e società ben strutturate, non basta avere un grande tecnico".

"Nicola Zalewski è un ragazzo eccezionale, che sta facendo vedere tutte le sue qualità. É vero, lui potrebbe anche scegliere di giocare con l'Italia, ma credo che Nicola continuerà a giocare con la Polonia. E' molto legato all'Italia ed è innamorato di Roma, ma lui è polacco ed è giusto che giochi con la Polonia. E' pronto per giocare in prima squadra, bastano 6 mesi tra i grandi per crescere e lui è cresciuto. Vale lo stesso per Darboe".