Mondiali, superstar cercasi. Dopo l'eliminazione di Messi e Cristiano Ronaldo, rispettivamente contro Francia e Uruguay, resta accesa solo la luce di Neymar che a dir la verità è stata intermittente nella fase a gironi (se si esclude l'acuto col Costa Rica). L'occasione del riscatto arriva oggi alla Cosmos Arena di Samara (ore 16) dove va in scena l'ottavo di finale tra Brasile e Messico. I verdeoro hanno vinto il Girone E eliminando la Serbia nell'ultima partita, un percorso non brillante ma che ha acquisito solidità strada facendo.

All'opposto rispetto a quello intrapreso dal Messico che ha battuto la Germania all'esordio, ha vinto soffrendo con la Corea del Sud ed è crollato nello spareggio con la Svezia (0-3), sconfitta indolore che tuttavia è costata il primato nel Girone F. Non ha impedito però alla Tricolor di arrivare agli ottavi di finale per la settima volta consecutiva: è da Usa '94 che i messicani superano la prima fase ma non sono mai riusciti ad andare oltre. Solo nei Mondiali del 1970 e del 1986 (entrambi giocati in casa) il Messico è stato in grado di accedere ai quarti. Discorso diverso per il Brasile che può far valere uno score molto più invidiabile. Per 15 volte è arrivato alla fase ad eliminazione diretta e solo a Italia '90 si è fermato agli ottavi andando a sbattere contro l'Argentina di Maradona. Il pronostico sembra pendere a favore dei brasiliani anche guardando lo storico dei precedenti tra queste due squadre con la nazionale di Alisson che ha vinto tre degli ultimi quattro incontri. L'altro, quello giocato ai mondiali del 2014, è finito 0-0.

Il ct brasiliano Tite però non si fida del Messico e alza la guardia: «La vedo come una partita di altissimo livello. Per vincere dovremmo pensare ad essere una squadra coesa in tutti gli aspetti». Il tecnico annuncia anche il forfait di Marcelo, uscito malconcio contro la Serbia: «Domani non ce la fa, giocherà Filipe Luis» e rilancia il ruolo di leader di Neymar: «Ha giocato troppo e sappiamo il prezzo che ha pagato, ora è tornato ai suoi livelli». Con lui in attacco confermati Coutinho, Willian e Gabriel Jesus nel 4-2-3-1 disegnato da Tite.

Dall'altro lato il Messico sa di partire sfavorito ma il ct Juan Carlos Osorio non intende assumere il ruolo di vittima sacrificale: «Sicuramente non staremo ad aspettare. Gli attaccanti del Brasile sono troppo bravi perché questa sia la tattica giusta da adottare. Noi scendiamo in campo rispettando la nostra idea di calcio che è quella di avere almeno quattro o cinque giocatori offensivi». Parole che si tradurranno nelle scelte di formazione: si va verso la conferma del 4-2-3-1 a trazione anteriore visto nelle ultime uscite. Unico cambio certo in difesa dove l'ex giallorosso Moreno è squalificato e lascerà il posto ad Ayala. In mediana occhio ad Herrera, possibile obiettivo di Monchi, mentre in avanti spazio a Hernandez supportato da Vela, Lozano e Layun. Con Argentina, Germania e Spagna fuori dai giochi, il Brasile resta l'ultima grande favorita per la vittoria finale ma la strada verso Mosca passa per la sfida contro il Messico.