La nazionale argentina di calcio ha annullato il match amichevole con Israele a Gerusalemme del prossimo 9 giugno. La decisione sembrerebbe essere stata presa in seguito agli scontri di Gaza degli ultimi due mesi, sotto la spinta dei manifestanti pro-Palestina sia in Argentina sia nel resto del mondo. Infatti, c'è stata negli ultimi giorni una forte ondata di proteste nei confronti del governo israeliano, dopo l'uccisione della 21enne infermiera volontaria Razan al-Najjar, che sembrerebbe essere stata colpita da un prioettile sparato da un cecchino mentre curava un manifestante ferito (Israele ha dichiarato di aver aperto un'indagine sull'accaduto).

L'attaccante argentino Gonzalo Higuain ha commentato: "Non andare a giocare in Israele è stata la cosa giusta da fare. In fin dei conti hanno la precedenza sia la sicurezza sia il buon senso". La decisione dell'Argentina è stata accolta con favore dalla Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele: "Accogliamo la notizia. La squadra ha risposto alle campagne dei sostenitori di tutto il mondo che hanno denunciato il tentativo di Israele di cancellare con lo sport i propri crimini contro i palestinesi".

Ma la polemica si è subito spostata nell'ambito politico. Il Ministro della Difesa di Israele, Avigdor Lieberman, ha dichiarato: "Molto male, i giocatori argentini non hanno potuto sopportare la pressione di coloro i quali incitano all'odio contro Israele". Anche Miri Regev, Ministro della Cultura e dello Sport, ha fatto intendere che, dietro la cancellazione dell'amichevole, ci fossero "gruppi del terrore e BDS ('Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni', un movimento nato nel 2005 e che sostiene la causa palestinese con più di 100 organizzazioni non-governative)".

La campagna di pressione nei confronti dei giocatori dell'Argentina è stata condotta prevalentemente online. Il calciatore Mohammed Khalil Obeid aveva fatto appello diretto in un video a Messi e alla nazionale albiceleste, chiedendo di cancellare l'amichevole in programma il prossimo 9 giugno dopo essere stato gambizzato da un cecchino durante la Grande Marcia del Ritorno, la manifestazione che ha dato inizio ai nuovi disordini degli ultimi mesi a Gaza. Obeid ha dovuto mettere fine alla propria carriera calcistica. Inoltre, tifosi palestinesi hanno dato fuoco a una maglietta di Messi, e nelle proteste Jibril Rajoub, capo della Federazione Calcistica Palestinese, ha dichiarato: "Non accetteremo in alcun modo che questa partita si giochi. Oggi inizieremo una campagna contro la Federazione Argentina nella quale prenderemo di mira direttamente Lionel Messi. Prenderemo di mira Messi e chiederemo a tutti di bruciare la sua maglietta, la sua foto e di abbandonarlo. Speriamo ancora che Messi non venga e non voglia essere la copertura per questa imbiancatura dei crimini dell'occupazione".