Contro il Vitória (Setúbal) per ritrovare la vittoria. Questo è l'imperativo che accompagna il Porto verso la ventiduesima giornata di campionato (fischio d'inizio alle 21.30). I due pareggi consecutivi contro Vitória Guimaraes (0-0) e Moreirense (1-1) hanno permesso al Benfica di ridurre ad un solo punto lo svantaggio in classifica. Una situazione che non consente altri passi falsi ai nostri avversari in Champions League, rientrati dalla trasferta di Roma con una sconfitta dopo ben ventisei risultati utili consecutivi e con un nuovo infortunio. «Brahimi non ci sarà. Stiamo soffrendo abbastanza per questi infortuni, ma io sono pagato per trovare soluzioni – ha detto Sérgio Conceição in conferenza stampa – e non cercherò mai alibi nelle assenze. Aboubakar, Brahimi e Marega sono tre giocatori che hanno realizzato il 60% dei gol fatti l'anno scorso, ma abbiamo altri attaccanti. Quelli che hanno giocato a Roma hanno fatto bene e uno di loro ha anche segnato (Adrian Lopez). Quindi non bisogna piangersi addosso ma cercare soluzioni».

L'allenatore portoghese è tornato ancora sulla sfida dell'Olimpico di martedì sera, per spiegare la discussione avuta a fine partita con Felipe. «È stato già detto tutto. Non ci vedo niente di strano se alla fine di una partita intensa ci sono giocatori arrabbiati. Preferisco questi a chi sorride e pensa a organizzare una cena il giorno dopo. La gente vede quello che vuole vedere, dipende da come si interpretano le cose». Sul banco degli imputati dopo la sfida Champions, sono finiti soprattutto Pepe e la difesa. «La squadra subisce più gol? Sono favole. Ci tengo a ricordare che quando abbiamo preso Pepe, ho sentito molti commentatori dire che avevamo la migliore difesa d'Europa con Militão a destra. Gli allenatori da social network mi divertono, li uso anche io ma non sono un grande appassionato».

Pur con un margine di errore molto ridotto rispetto al recente passato, Conceição ha detto di non sentire troppa pressione («quella la sentivo nell'Olhanense, quando c'erano ritardi di cinque mesi nei pagamenti e i miei giocatori non sapevano cosa fare») e non ha dato troppe colpe al calendario che, come nella settimana precedente, farà scendere in campo il Benfica conoscendo già il risultato del Porto. «Non è andata bene contro il Moreirense, ma non ci ho fatto caso. Noi dobbiamo pensare a fare la nostra partita. L'anno scorso abbiamo giocato quasi sempre dopo e il campionato è stato competitivo fino alla fine. Non è un aspetto rilevante». Potrebbe invece esserlo l'ambiente del Do Dragão. Dopo tre trasferte consecutive, il Porto  vuole ritrovare la vittoria.