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Kerim Alajbegovic non ha paura di diventare grande

Appena maggiorenne e i riflettori di mezza Europa puntati addosso. Speranza bosniaca, il Leverkusen lo ha richiamato dopo una stagione importante in Austria. La storia

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Paielli
22 Aprile 2026 - 14:04

La sfrontatezza e la tranquillità nel calciare il rigore più importante della storia recente della Bosnia avevano già dato un’enorme dimostrazione su chi fosse Kerim Alajbegovic. O meglio, cosa potesse rappresentare. Sì, perché nel tiro perfetto dagli undici metri contro il Galles a Cardiff e nella prestazione da veterano a soli 18 anni contro l’Italia pochi giorni dopo (anche in questo caso in gol dagli 11 metri), in una sfida che è poi valsa il Mondiale ai bosniaci, c’è tutta la speranza del futuro di un intero movimento calcistico di una nazione. Quasi solo un ragazzino, con delle responsabilità ancora forse non del tutto metabolizzate. Alajbegovic nasce a Colonia, in Germania, il 21 settembre 2007. Suo padre, Semin, è un ex calciatore e trasmette la propria passione al figlio fin dal principio.

A 4 anni Kerim è già in campo per i primi passi sul prato che diventerà ben presto il suo habitat naturale. A soli 6 anni arriva la chiamata del Colonia. Col passare del tempo, Alajbegovic si distingue dagli altri compagni di squadra: talento, etica del lavoro e comprensione del gioco decisamente superiori al resto del gruppo. È proprio per questi fattori che si aprono le porte di uno dei migliori settori giovanili d’Europa, quello del Bayer Leverkusen, dove approda nel 2022, a 15 anni. Un cammino che per i tifosi evoca lo stesso amaro ricordo di Florian Wirtz, nato a Pulheim (18 km da Colonia), cresciuto in casa dei Caproni, per poi essere “scippato” dagli storici rivali. 

La scalata nelle giovanili delle Aspirine è impressionante. Le giocate e i numeri del bosniaco fanno il giro del mondo. Per i media tedeschi è già un Wonderkid e la maggiore età è ancora lontana. Difficile però pensare il contrario: raffiche di gol in tutte le Under del Bayer, fino ad arrivare all’U19 e alle ottime prestazioni in Youth League della passata stagione. 

 

A far brillare gli occhi degli addetti ai lavori e dei tifosi non sono solo i 16 gol stagionali in 32 presenze da ala sinistra, ma soprattutto la sicurezza nelle giocate e la facilità nel calciare con entrambi i piedi, destro o sinistro è indifferente. Una caratteristica affinata soprattutto grazie agli intensi allenamenti guidati da papà Semin. Alajbegovic ruba l’occhio, sarebbe impossibile altrimenti: la fantasia e l’imprevedibilità di un funambolo mischiati all’altezza (186 cm) di una torre e alla duttilità tanto ricercata nel calcio moderno. 

 
 
 
 
 
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Intanto in patria i tifosi impazziscono per il futuro campione della nazionale bosniaca. Kerim è nato in Germania, ma non dubita neppure un secondo sulla scelta da fare. Sente addosso il peso della sua terra, le origini dei suoi genitori. Alajbegovic svolge tutta la trafila delle Under bosniache, fino all’esordio con gol in nazionale maggiore ad agosto 2025, contro San Marino. Debutto che restituisce sempre di più la sensazione di un predestinato. Un anno difficilmente rimovibile dalla memoria del ragazzo, vista anche la scelta del Bayer Leverkusen: Kerim deve farsi le ossa, passa al Salisburgo per 2 milioni di euro, controriscatto a 8. Quale miglior posto per proseguire il proprio percorso di crescita. In Austria vive insieme alla mamma. Un modo per tenere ben saldo il ritmo delle cose, senza affrettare eccessivamente un’adolescenza già vissuta fin troppo in fretta.

La semplicità di Alajbegovic conquista tutti in poco tempo anche a Salisburgo. Anche se tutto diventa più facile con un talento del genere: in campo è fantasia glaciale. La ricerca della bellezza della giocata accompagnata da consapevolezza e fiducia, senza mai sfociare nell’esagerazione. In stagione arrivano (finora) 12 gol, di cui la quasi la metà col piede “debole” e da fuori area, altra specialità della casa. Oltre ai 4 assist in 39 presenze tra campionato, coppe nazionali ed europee. 

Fuori dal campo, invece, tutti parlano di Alajbegovic. A maggior ragione dopo lo storico raggiungimento dei Mondiali della Bosnia. Voci su voci, interessamenti e rumors. Kerim piace tanto in Italia, su tutte a Roma, Napoli e Inter. Intanto, però, il Leverkusen cavalca l’onda dell’entusiasmo intorno al calciatore e, una manciata di secondi dopo il fischio finale di Galles-Bosnia, annuncia il controriscatto di 8 milioni che diventerà attivo a fine stagione. Il resto dipenderà da quanto velocemente il talento purissimo riuscirà a trasformarsi in affidabilità e continuità. Senza mai ignorare la carta d’identità, ma Kerim non ha paura di diventare grande.

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