D'Amico: "Abbassato il monte ingaggi di circa 20 milioni, i rinnovi gli acquisti migliori"
Il direttore sportivo giallorosso: "L'accordo con l'Uefa ci ha influenzato. Siamo corti, manca l'esterno: interverremo dagli svincolati o a gennaio"
(GETTY IMAGES)
Il calciomercato estivo è ormai alle spalle. E all'indomani dalla chiusura della finestra di trasferimenti, il direttore sportivo della Roma, Tony D'Amico, ha parlato in conferenza stampa per fare un riepilogo delle trattative e delle operazioni.
"Scusate il poco preavviso, ci tenevo a conoscervi. Sono arrivato il 20 giugno, non ho avuto il piacere di presentarmi".
Come a tanti direttori sportivi lei ha avuto la "compagnia" del FFP. Il pensiero ai parametri Uefa ha bloccato trattative avviate? Siete preoccupati per il responso della Commissione della federazione europea in arrivo a novembre sul quadriennio precedente?
"Sapevamo quali erano i nostri paletti, spesso durante le trattative ci siamo dovuto reinventare, provare a terminare operazioni poi cambiate in corsa. Sapevamo i nostri obiettivi, in parte ci siamo riusciti, abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%, quasi 20 milioni in meno rispetto allo scorso anno. L'accordo con l'Uefa è un po' particolare, credo ci siano altri riferimenti nella società che stanno parlando con l'Uefa e che a breve spiegheranno quello che oggi non sappiamo".
Ieri si è chiuso il mercato. Si ritiene soddisfatto di quanto fatto, c'è un colpo di cui è particolarmente contento, o uno mancato magari che le ha lasciato un po' di rammarico?
"Soddisfatti o meno lo saremo a fine anno, sarà l'annata a dirci cosa di buono abbiamo fatto. Sicuramente sono contento che dal mio arrivo sono stati rinnovati quattro protagonisti del ritorno in Champions, parlo di Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini. Sono arrivato il 20 giugno e Dybala e Pellegrini erano senza contratto, Cristante e Mancini andavano in scadenza: probabilmente la passata gestione sportiva aveva idee diverse, ma per me quelli sono stati i primi acquisti. Sono il nucleo storico, hanno attaccamento e li ringrazio perché si sono messi a disposizione pur di rimanere alla Roma. Abbiamo abbassato i loro stipendi, grazie a loro, senza non avrei potuto: quelli sono stati i primi acquisti, quelli che mi hanno soddisfatto di più. Non ho rammarico, siamo felici dei ragazzi arrivati. Abbiamo avuto tantissime trattative, spesso le ho lette in live, eravate super informati. Sono contento di chi è arrivato, giocatori con grande voglia, che abbiamo scelto e che hanno scelto la Roma. Ce ne sono stati tanti altri che hanno scelto la Roma ma che per altri parametri non sono arrivati, ma veramente: spesso ho sentito parlare di rifiuti alla Roma, ma pochissimi l'hanno rifiutata".
Si è avuta l'impressione che la Roma abbia da subito provato a prendere l'ala sinistra, ma che dopo il caso Summerville è diventato un mercato diverso, con una parte del budget spesa subito per Castro. Questo cambio di strategia deriva da altre urgenze? Perché l'ala sinistra non è arrivata?
"Quando sono arrivato tra le priorità concordate con Gasperini c'era rinforzare il reparto offensivo, poi le priorità non vanno contestualizzate: iniziano tante trattative, ci sono quelli che magari porti a termine velocemente, ma magari ce ne sono altre... non abbiamo spostato nessun tesoretto che doveva essere speso per l'attaccante esterno, premesso che è arrivato Mora che ha caratteristiche diverse ma che immaginiamo in quel ruolo. Poi è vero che fino a ieri cercavamo un attaccante esterno, ma con altre caratteristiche. L'attaccante esterno è arrivato, Mora lo è, ma ne cercavamo un altro con caratteristiche un po' più fisiche. Non abbiamo spostato nessun tesoretto, abbiamo pensato a rinforzare la squadra e rispetto a tutto quello che ci eravamo prefissi è mancato il giocatore esterno, questo sì, per varie situazioni. Ma tutti gli altri giocatori arrivati sono giocatori che volevamo e che era in programma arrivassero".
Lei ha detto che la proprietà sta parlando con l'Uefa, si presuppone che arriveranno novità. Intanto, lei ritiene la rosa completa per le tre competizioni? L'ala sinistra era così importante, la sua assenza costringerà Gasperini a stravolgimenti o si ritiene soddisfatto della rosa per le tre competizioni?
"Le competizioni sono tre, quest'anno aumenteranno perché la Champions è difficile, ha un dispendio fisico e mentale importante. Quando parliamo dell'ala parliamo dell'esterno, un giocatore che avrebbe potuto fare il doppio ruolo. Siamo probabilmente leggermente corti numericamente, ma convinti che con un bel lavoro potremo arrivare al mercato di gennaio a individuare qualche altro profilo. Ma realisticamente, probabilmente un giocatore manca".
Con Koné cosa è successo?
"Più che trattativa c'è stato un sondaggio. Nell'ultimo giorno di mercato ci sono stati contatti con il Chelsea, ma sono stati contatti informativi. Noi abbiamo acquistato sei giocatori, e lo abbiamo fatto con offerte ufficiali, quello vuol dire approcciare un club ufficialmente. Ci sono stati sondaggi ma non ci sono mai state offerte ufficiali. E la ringrazio per la domanda: ho letto che per questo ci sarebbe stato un aut aut di Gasperini, che avrebbe minacciato le dimissioni: è una ricostruzione completamente fantasiosa, non c'è stato nessun aut aut perché non c'è stata nessuna offerta ufficiale. Contro la Fiorentina ho detto che sarebbe stato difficile quasi improbabile una cessione definitiva di un giocatore a così poco dalla fine del mercato, e così è stato. Poi, di sondaggi se ne fanno tanti, li abbiamo fatti anche noi, ma non c'è stata nessuna offerta o aut aut per Koné, è stato l'ultimo giorno di mercato che ha acceso un po' gli animi di tutti".
Alla vigilia di Roma-Fiorentina Gasperini ha detto che durante il calciomercato "sono cambiate le comunicazioni". Che intendeva, sono cambiate le comunicazioni dalla Uefa o dalla proprietà?
"Dall'Uefa no, sapevamo quelli che erano i nostri obiettivi. Penso sia una domanda più per il mister che per me, come ho detto già prima spesso durante il mercato si cambiano strategie, può aumentare il costo di un giocatore, con l'Uefa non è solo questione dell'acquisto di un cartellino, ma tanto fa anche il monte ingaggi, è una situazione probabilmente difficile da spiegare in una conferenza. Ci sono tanti cambiamenti che dobbiamo affrontare nel modo migliore".
Si è tanto scritto di questo mercato, come funziona la catena di comando per le decisioni su acquisti e cessioni? Si passa da lei, dalla proprietà o c'entra l'inserimento del nuovo Ceo? Come funziona nella Roma arrivare all'acquisto o alla cessione di un calciatore?
"Credo come negli altri club: ci sono una proprietà, una direzione sportiva e un allenatore. Come hai detto, è arrivato dal 1° agosto il Ceo, e c'è condivisione nelle uscite e nelle entrate. Da quando sono arrivato dal 20 giugno ci siamo visti o in video o in presenza con Gasperini e con la proprietà, con Ryan, con il presidente Dan, e quindi funziona come in tutti i club: scelte condivise, confronti, e poi insieme si esce uniti nella decisione sul giocatore da acquistare o da cedere".
Come è andata la vicenda Celik? In quel momento ha temuto potesse succedere la stessa cosa con Pellegrini?
"No, Pellegrini è stato il primo giocatore con cui ho parlato di persona quando sono arrivato, e Pellegrini è attaccato a questa maglia, questi colori, questa città: questo dubbio non mi è mai venuto. Lo stesso per Dybala, Cristante e Mancini. Celik è stato un caso particolare perché lui era al Mondiale, è stata particolare la comunicazione. A un certo punto era chiuso il rinnovo, e poi ha deciso di andare alla Juve".
Spesso e volentieri si è parlato della presenza di consiglieri sul mercato, lei quanto rivendica la paternità di questo mercato?
"Se non fossi io il responsabile non sarei qui. Poi dovresti essere più esplicito nel caso: fare una domanda che io dovrei interpretare... credo dovresti essere più esplicito".
In molte trattative si è detto che la Roma si affidava a uomini mercato. Penso sia lei l'uomo mercato.
"Mi fai sorgere un dubbio, chiederò se sono io".
Ci racconta il suo rapporto con i Friedkin? Come hanno scelto lei? Sono soddisfatti dei numeri che ha portato per il monte ingaggi? Ci spiega perché spesso e volentieri c'è stata un'attesa un po' lunga per l'ok finale della proprietà nelle decisioni?
"Il mio arrivo alla Roma è nato nel momento in cui l'Atalanta mi ha comunicato l'esonero. C'è stata questa possibilità, ho incontrato Ryan Friedkin e ho trovato questa grande proprietà che con l'accordo con l'Uefa purtroppo riduce la voglia di fare. Loro comunque hanno investito, ci sono sempre stati vicini. Noi parlando di calcio diciamo che un giocatore ha tempo per adeguarsi, lo stesso per i dirigenti, per capire come migliorare i limiti che abbiamo. Ma sono convinto che col tempo potremo mettere a posto tutto".
Lei ha parlato di rosa leggermente corta, con Gasperini che ha parlato di terzino e esterno. C'è la possibilità di tornare sul mercato degli svincolati? O si aspetta gennaio?
"Valutiamo quello che nel caso ci sarà tra gli svincolati, ma è un discorso che affronteremo più tardi".
Gasperini ha parlato dell'esigenza in questi due ruoli, ma ha anche detto che non gli piace "comprare tanto per comprare". Perché non è arrivato nessuno? Mancava il profilo giusto? Non era convinto neanche Gasp o mancava la formula giusta per quel tipo di giocatore?
"Negli ultimi giorni avevamo individuato due tre giocatori per noi giusti, non siamo riusciti a chiudere per vari motivi. Ce ne era una, quella di Leweling, che era chiusa con Stoccarda e giocatore. Poi ha avuto un ripensamento e non c'erano più i tempi e le condizioni. Abbiamo valutato altri giocatori ma non eravamo pienamente soddisfatti tutti, perché nel bene e nel male siamo uniti in questo progetto. Pensiamo di aver fatto un bel lavoro, poi valuteremo".
Ciò che ha bloccato la trattativa per Luiz Henrique dello Zenit è stato ciò che poi si è letto, quindi problemi bancari con la Russia? Prima ha parlato dell'esonero con l'Atalanta: come è finito il suo rapporto, visto che abbiamo aspettato a lungo prima di vederla a Trigoria?
"Per Luiz Henrique ci sono state problematiche, avevamo l'accordo con lo Zenit e con il ragazzo ma non si è potuto procedere per problematiche tecniche. Queste cose accadono e devi essere pronto a trovare alternative. Sul rapporto con l'Atalanta: sono stati quattro anni belli, pieni di soddisfazione, con la gioia per l'Europa League, però è finita. Per me oggi c'è la Roma, un onore, una grande responsabilità arrivare nell'anno che porta al centenario. Una squadra con una tifoseria che mi riempie davvero di orgoglio, guardiamo avanti".
Per lei e Gasperini quante sessioni servono alla Roma per arrivare a giocarsi lo Scudetto con l'Inter?
"Quest'anno abbiamo investito su ragazzi giovani, di prospettiva, poi abbiamo inserito giocatori di spessore come de Roon e Balerdi. Abbiamo fatto un mercato di prospettiva ma che strutturasse il gruppo storico, che lo allargasse perché per la nostra idea di calcio fa la differenza, pensiamo che un gruppo di ragazzi giovani vada sostenuto da uno di giocatori forti e d'esperienza come quello che abbiamo. Non ci poniamo obiettivi, penso che la Roma farà la Roma come ha fatto l'anno scorso, affronterà ogni gara per competere in tutte le competizioni. Sarà difficile ma stimolante per tutti".
Quando ha detto che le priorità vanno contestualizzate cosa intende? Un profilo come Summerville sembra molto diverso da quello che è arrivato Mora, ma anche da quello che si è cercato.
"Intendevo contestualizzare il momento in cui puoi veramente chiudere l'operazione. Noi eravamo forti su Castro e Summerville. Il tempo con cui abbiamo chiuso uno non è stato quello con cui si poteva chiudere l'altro. Cercavamo entrambi i profili, siamo riusciti a chiudere Mora, non siamo riusciti con l'altro il Leweling o il Luiz Henrique, gli altri nomi fatti che sono veri".
Un bilancio al mercato fatto e le differenze del mercato fatto a Bergamo con quello fatto a Roma.
"Il bilancio, come detto prima, lo faremo più avanti sperando sia buono. Atalanta e Roma sono chiaramente due società diverse, ma le ambizioni le hanno tutte, se mancassero sarebbe un dramma. Roma dopo anni ha riconquistato la Champions, l'Atalanta per tanti anni c'è stata: credo vada fatto un applauso a chi ha lavorato l'anno scorso, a Gasperini, ai Friedkin, ai giocatori. Io quest'anno non l'ho meritata la Champions League, mi è stata regalata dalla proprietà, dal mister e dai ragazzi, e io posso solamente dire che spero che l'anno prossimo mi sarò conquistato la Champions League anche io".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE