Rivoluzione romanista: via Ranieri e Massara
I Friedkin scelgono Gasperini, addio al senior advisor. Con lui ai saluti anche il ds e gran parte dello staff
(GETTY IMAGES)
E pensare che la sua ultima giornata da senior advisor dei Friedkin, Claudio Ranieri l’aveva iniziata con un: «Forza Roma sempre, comunque vada». Rimarrà questa l’ultima uscita pubblica del Sir da romanista, nel Salone d’Onore del Coni mentre riceve il “Premio Città di Roma”, quando ancora parlava di: «Siamo tutti uniti per un unico scopo». La realtà, però, è che da tempo ormai l’unità è un concetto piuttosto lontano dalla quotidianità di Trigoria dove, poche ore più tardi rispetto al riconoscimento mattutino, Ranieri ha ricevuto il benservito da parte della proprietà. La stessa che un anno fa, di questi tempi, seguiva i suoi consigli per costruire la Roma del domani.
Tanto tuonò che piovve
Di certo, però, non si può definire quello di ieri un epilogo inatteso. Già, perché la triade romanista indicata da Sir Claudio (se stesso, Gasperini e Massara) è risultata fin dalle prime battute poco coesa, con malumori interni sempre crescenti fino alla frattura pubblica, e insanabile, di due settimane fa. Il riferimento, ovviamente, è allo sfogo di Ranieri nel prepartita di Roma-Pisa, finita poi 3 a 0, quando, tra le altre cose, ha definito neanche troppo tra le righe Gasp come quarta scelta, sottolineando come gli avesse consegnato una squadra arrivata a un punto dalla Champions. Ripetiamo: che le cose dentro le alte mura del Fulvio Bernardini non fossero tutte rosa e fiori era chiaro, altra cosa però è mettere i dissidi così su piazza a stagione, per quanto compromessa, ancora in corso. Da quel momento in poi, i duellanti un tempo amici si sono appositamente evitati dentro Trigoria, scontrandosi soltanto (a distanza) nell’unica call plenaria convocata da Dan e Ryan Friedkin.
A quella hanno fatto seguito una serie di colloqui individuali, portati avanti spesso da Ed Shipley, uomo di fiducia dei texani, con la partecipazione sempre da remoto dei proprietari. E proprio in queste chiacchierate, gli americani avevano ribadito la piena fiducia a Gasperini. Se in principio l’idea del club poteva essere quella della diplomazia, o quantomeno del temporeggiare fino al termine del campionato, il passare dei giorni e l’aria sempre più spessa e carica di tensione in casa Roma hanno portato i Friedkin ad intervenire. Ieri la lunga chiacchierata in cui hanno comunicato a Claudio la loro intenzione, da lì i colloqui tra legali per arrivare, formalmente, a una separazione consensuale. In stile Souloukou, per intenderci.
Vengo anch’io
E adesso? Innanzitutto la posizione di Gasperini ne esce rafforzata. Il progetto triennale prosegue, col tecnico, che alle 13.30 parlerà in conferenza stampa, come attore protagonista. Il resto intorno a lui va ricostruito. A partire dal suo staff, composto in gran parte da ex collaboratori di Ranieri: dal responsabile sanitario, fino ai fisioterapisti. Tutte figure con cui non sono mancati attriti. Poi, ovviamente, il direttore sportivo.
Massara, a dirla tutta, non ha posto veti sul proseguire al fianco di Gasp e, fino a ieri, ha portato avanti il lavoro. Dopo dieci mesi (arrivò a fine giugno) però, anche il ds è ai saluti e già si fanno nomi sul successore. Oggi, come Ranieri, potrebbe arrivare la separazione dalla Roma (a cui lo legava un triennale). Rivoluzione vera, totale. Il campionato non è ancora finito, ma una nuova Roma sta già nascendo. Nel segno di Gasperini.
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