Non è finita finché non è finita
Tutti con Gasp: squadra e stadio vicini al tecnico. Oggi la ripresa a Trigoria, si spera in diversi rientri in gruppo: ancora cinque giornate per le speranze residue
(GETTY IMAGES)
«Per me è ancora possibile, ma bisogna vincere le partite». Dalla sfida contro l’Atalanta non sono arrivati tre punti che sarebbero stati importantissimi per non far scendere le speranze di Champions, ma è arrivato tanto altro. La Roma ha messo in campo una prova di voglia e determinazione, con tutti i suoi limiti, ma mostrando un aspetto per niente scontato: nonostante le querelle societarie, le incertezze e il “rumore” intorno e dentro a Trigoria, la testa dei giocatori è rimasta sul campo e insieme al loro allenatore. Un aspetto che Gasperini stesso ha sottolineato dopo aver dribblato come possibile le domande sul futuro: «Questa settimana sono stati ancora più grandi - ha detto l’allenatore dopo la sfida con la sua ex squadra - per come si sono allenati e per come hanno giocato. Mi hanno sempre seguito fortemente e continuano a farlo».
Dalla sera dell’Olimpico si aspettava anche la reazione dei romanisti a quanto stava succedendo nel club: «L’A.S. Roma è una cosa seria», ha scritto la Sud prima della gara, quella Roma che viene prima di ogni dissidio personale o dichiarazione fuori posto. Quindi sì, messaggio chiaro ed eccezion fatta per qualche sparuto fischio dopo il pari finale, un sostegno al tecnico e a chi indossa quella maglia per portare a termine la stagione nel miglior modo possibile, anche quando non si è più del tutto padroni del proprio destino. «Il pubblico è stato straordinario come sempre - ha detto Gasp - ha tutto il diritto di non essere contento di questo teatrino di questa settimana. È una cosa poco gratificante».
Direzione chiara
Al netto delle incertezze del futuro, un fronte unico per rimanere agganciati al treno Champions (che pure pare significaticamente lontano), o comunque ottenere il meglio possibile sperando che il peggio sia passato e che le altre possano fare qualche passo falso. Il Bologna al dall’Ara, poi la sfida alla Viola all’Olimpico, una trasferta a Parma, il derby e la gara in casa del Verona gli ultimi cinque ostacoli da fronteggiare, sperando di recuperare quanto prima giocatori fondamentali. «Quello più distante è Pellegrini, poi Koné, Dybala e Wesley sono in dirittura d’arrivo»: questo il bollettino medico post Atalanta dello stesso Gasperini, che intanto attende dai prossimi giorni anche notizie da Rensch (flessore ko nella ripresa contro i bergamaschi) e non è preoccupato per le condizioni di Mancini che si è fermato e ha chiesto la sostituzione in tempo per evitare ricadute di carattere muscolare. Oggi il tecnico inizierà a preparare la sfida contro i gialloblù e avrà le prime risposte sulle reali condizioni degli infortunati, conscio del peso che possano avere i giocatori attesi al rientro anche se solo per qualche minuto a gara in corso. Per il resto si tratta soltanto di mantenere alta la concentrazione e ottenere il massimo possibile, mantenendo ben chiara la priorità sul campo rispetto a discussioni sul futuro. Perché se prima di tutto viene la Roma, prima di tutto c’è la Roma del presente che deve e vuole continuare a lottare. Perché non è finita, finché non è finita.
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