Il giorno di San Lorenzo del 1980 a Fiumicino arrivò una stella. Non era cadente, e atterrò in pieno giorno, alle 9:30 circa del mattino.
Nel giorno che più di tutti simboleggia i sogni, i tifosi romanisti videro i loro desideri realizzati. Perché il desiderio, quel giorno, per loro era vedere la stella stessa. Non si trattava di un transito fugace nel cielo di Roma, ma di un arrivo destinato a durare: Paulo Roberto Falcao, il Divino.

Un desiderio, però, i romanisti lo espressero comunque: lo gridarono a gran voce all'indirizzo di quel brasiliano atipico sia nei tratti e nei colori, sia nel modo di giocare a calcio. Tecnica e classe sopraffina, sì, ma mai fini a se stesse: un verdeoro con la determinazione, le geometrie e la freddezza di un tedesco. Le centinaia di persone presenti si videro riflesse nelle prime parole del biondo riccioluto: "Sono qui per vincere lo Scudetto".

Non la solita dichiarazione di facciata: nei suoi occhi era chiaramente visibile la convinzione di ciò che andava dicendo. Era San Lorenzo, sì, ma Falcao non stava esprimendo un desiderio: il 10 agosto 1980, ben prima che il cielo si riempisse di stelle cadenti, Paulo Roberto il "Divino" stava semplicemente annunciando ciò che sarebbe stato.

Quella sera, i romanisti non rivolsero il loro sguardo al cielo in cerca di stelle cadenti.
La più bella, del resto, era arrivata quella mattina, in pieno giorno. E aveva annunciato che i loro desideri, di lì a poco, si sarebbero avverati.