A vederli l'altra sera, perfettamente a loro agio nel ruolo di anfitrioni nel corso della cena offerta a tutti i rappresentanti dei media che per tutto l'anno si sono occupati della Roma, e quindi di loro, c'era da ripensare a certe burrasche passate anche in tempi non lontanissimi, quando sfogliare i giornali la mattina, ascoltare una radio o buttare un occhio su Facebook provocava a Trigoria irreversibili cambiamenti d'umore. La Roma sta per chiudere una stagione, e fiscalmente un esercizio, di grandi risultati (sportivi e commerciali) e l'aria che tira intorno al club in ogni sua componente è indubbiamente migliore rispetto a quel che si respirava praticamente in ognuna delle ultime stagioni, quasi a dispetto di molte buone intenzioni e persino di qualche ottima operazione. Ma che cos'è cambiato nel club rispetto alle scorse stagioni? Intanto alcuni uomini.

C'è solo un capitano

A cominciare proprio da Francesco Totti che dopo aver assorbito il contraccolpo per un addio da calciatore che ha vissuto quasi suo malgrado, si è adesso perfettamente inserito nel tessuto dirigenziale assumendo delle deleghe che l'allenatore ritiene fondamentali. L'ex capitano sta sempre al fianco di Di Francesco sia a Trigoria sia in trasferta e col suo carisma e la sua capacità di sdrammatizzare sa sempre quand'è il momento di allentare la tensione e quando invece è il momento di tirare un po' le redini. Con Nainggolan, per esempio, nei giorni complicati di inizio d'anno che sono seguiti alla diffusione del video dei suoi festeggiamenti inopportuni, è stato lui il primo ad intervenire e a far accettare all'irrequieto ex compagno di squadra e buon amico la durissima sanzione imposta dalla società. Quando il gruppo è a Trigoria Francesco è presente in sede: di mattina presto va in palestra vicino casa, poi arriva in ufficio e affronta ogni problematica della squadra, dopo l'immancabile confronto con Di Francesco. È lui, con gli altri (meno riconoscibili) dirigenti, a rappresentare la Roma anche in occasioni ufficiali, come ad esempio i sorteggi europei. Gandini è invece l'amministratore delegato che assolve alle sue funzioni in sede e si è ricavato anche un ruolo di grande utilità in tutti i contesti "politici", sia nei rapporti con Lega e Figc in Italia sia con Uefa ed Eca in Europa. Quando poi Francesco ha impegni personali ovviamente gode della massima comprensione da parte della società, anche per i ricaschi di immagine che tornano sempre utili. Tra qualche giorno ad esempio sarà in Cina per un'altra partita di beneficenza con altri grandi ex calciatori e ai primi di luglio sarà in Russia per un torneo tra All Star parallelo al Mondiale, con la formula del calcio a sei. Per altre esigenze pratiche dei calciatori c'è poi Vito Scala, l'ex preparatore che ad esempio ha appena organizzato la cena di fine stagione.

Baldissoni alla guida

Tornando alla struttura societaria, al comando, subito sotto Pallotta, c'è il direttore generale Mauro Baldissoni, l'unico dirigente rimasto in società, con compiti di crescente rilievo, sin dal primo giorno di gestione degli americani. È lui a guidare il club in ogni suo aspetto, dall'organizzazione delle scuole calcio a quella del liceo sportivo per i tesserati del settore giovanile, dall'ufficio acquisti alla direzione del personale. A stretto contatto con Pallotta, ha ormai le deleghe per gestire il club autonomanente, ovviamente confrontandosi ogni giorno con Gandini e le altre anime della società, tecniche, sportive, commerciali, media, ma anche con l'ufficio di Londra, dove c'è l'attivissima  Kaitlyn Colligan (fondamentale nella chiusura dell'accordo con la Qatar airways) e dove si muove ancora Franco Baldini, consulente personale di Pallotta e quindi sotto contratto con la Raptor. A Roma si muovono invece Guido Fienga e Luca Danovaro, uno presiede l'affollatissima area media (con una delega ai ricavi) e l'altro al vertice della struttura commerciale. Il responsabile comunicazione è invece Luca Pietrafesa.

La struttura di Monchi

Il ds è un altro dei segreti del nuovo corso, in virtù innanzitutto proprio delle sue doti umane, che tanto lo hanno fatto apprezzare anche a Siviglia. La sua struttura nella direzione sportiva sarà presto arricchita dal ritorno a Trigoria dell'apprezzatissimo Ricky Massara, ma già conta sull'apporto di Balzaretti, dello scout Vallone e del responsabile del settore giovanile Tarantino. Bruno Conti si occupa ancora delle Academies e spesso con lui si muove anche Stefano Desideri. Completano il quadro degli ex il responsabile del centro sportivo Tonino Tempestilli, e poi Sebino Nela (collaboratore dell'ufficio dello Slo, Marco Seghi) e anche Odoacre Chierico, fino a quest'anno collaboratore di Alberto De Rossi alla guida della Primavera e adesso da ricollocare in vista della promozione del figlio Luca proprio nella squadra di Alberto.

La biglietteria

Un altro recente acquisto è stato lo spagnolo (di Barcellona) Enrique Garcia, nuovo responsabile delle politiche della biglietteria e già al lavoro per il miglioramento dell'organizzazione dell'Olimpico ma soprattutto in vista della costruzione del nuovo stadio. Fa parte della struttura anche Carlo Feliziani che con l'americano Guido Gombar si occupa anche della sicurezza.