Dopo il ko in Conference League e pochi giorni prima della gara decisiva per continuare il cammino europeo, la Roma raccoglie le forze e rimonta la Salernitana. Una grossa mano sull'esito della sfida la messa Mourinho con i cambi nella ripresa. «Ho visto una squadra stanca - ha detto l'allenatore giallorosso - non è facile giocare giovedì e domenica, sicuramente Gasperini sente lo stesso che sento io, soprattutto quando sei in trasferta e poi devi viaggiare. Abbiamo cambiato la partita nel secondo tempo con gente fresca e ho fatto tre sostituzioni. Coi cambi ho dato più energia alla squadra. La Salernitana ha dato tutto quello che aveva e non aveva con grande onore, con grande voglia, ma per loro è difficile sostenere quell'intensità difensiva per tutta la gara. Alla fine però penso che meritiamo noi, perché pur non giocando bene siamo quelli che hanno voluto veramente vincere la partita fino alla fine. Loro comunque ci hanno creato grosse difficoltà».

Dopo tante occasioni, il gol di Carles Perez ha premiato gli sforzi romanisti: «Mi è piaciuta la forza mentale, la disponibilità emozionale dei giocatori in panchina, è una vittoria di carattere. Tutti i subentrati hanno dato qualcosa di importante alla squadra. Sono particolarmente felice per Carles, è un ragazzo fantastico che lavora come nessuno, in silenzio con umiltà e personalità. A volte non trova spazio, per il sistema tattico non c'è una posizione in cui possa giocare e sviluppare le sue qualità, ma in una situazione estrema come oggi l'ho messo in una posizione ultra offensiva ed è stato decisivo. Anche Veretout ha dato qualità e mi è piaciuto Zaniolo, ha fatto bene, direi benissimo nel senso di cambiamento della dinamica della partita sfiorando due gol meravigliosi e dimostrando forza e voglia».

Immancabile il commento del tecnico sugli oltre 64.000 dell'Olimpico, con cui ha elogiato anche i sostenitori avversari: «I giocatori devono sentire più responsabilità nel confronto con i tifosi perché è veramente una cosa fantastica, non stiamo giocando per lo Scudetto. È incredibile anche sapere che giovedì saremo ancora con lo stadio pieno per una gara ovviamente decisiva, è fantastico. Oggi, anche parlando contro me stesso, mi è piaciuto molto l'appoggio dei tifosi della Salernitana, anche loro sono in una situazione non troppo bella e arrivare qui ad appoggiare la squadra come hanno fatto loro è fantastico». Durante la gara, c'è stata un'accesa discussione tra i membri della panchina di Mou e quella degli ospiti: «Hanno ragione loro, un ragazzo del mio staff ha detto loro che sarebbero andati in Serie B, sono andato a scusarmi per quelle parole. È gente civile, quello che succede dentro al campo finisce dentro al campo», ha detto lo Special One, che poi ha glissato sulla critica mossa da Sabatini sul comportamento dello staff durante la gara: «Con tutto il rispetto, non parlo di altri dirigenti».

«Combattere vincendo»

Un successo voluto e strappato negli ultimi minuti che dà una spinta morale verso l'impegno di giovedì col Bodø/Glimt: «Era importante vincere anche perché avevamo bisogno di punti, ma per costruire un'atmosfera positiva. Il miglior modo di combattere la stanchezza è vincere, ti dà uno stato emozionale positivo. Complimenti alla Salernitana che ha fatto una partita molto bene organizzata». Soddisfatto del carattere e della forza mentale dei suoi, Mourinho tiene i piedi per terra e non pensa alla Champions: «Non ci credo perché la quarta è la Juve ed è troppo forte per lasciare quei punti indietro. C'è un campionato per le prime quattro e uno tra quinto e ottavo posto: ci siamo noi, l'Atalanta e la Lazio, che non ha accusato troppo il ko del derby, anche se con un po' di fortuna nelle decisioni arbitrali, e poi la Fiorentina ha fatto una grande vittoria a Napoli.